venerdì 15 luglio 2016

Riposo alla Sacra di San Michele (5^ sosta)

 

Tutti i turisti vanno via. Si chiude il punto di accoglienza, i volontari che con uno spirito encomiabile tengono vivo il santuario riprendono le loro auto e tornano alle loro famiglie nei paesini circostanti. I pochissimi monaci rosminiani alloggiano nella parte alta della struttura. Io sono alloggiato nella piccola foresteria immediatamente sopra l’ufficio di accoglienza. Il silenzio, dopo tanto vocio dei visitatori, è piacevole. Mangio uno dei due panini e, non avendo sonno, mi metto la felpa per ripararmi del fresco serale ed esco dalla foresteria. Sono solo. In alto si vede una finestrella illuminata, i potenti fari che rischiarano il santuario sono accesi ed io giro intorno solitario. Esco dal portone principale e scendo la stradina che mi porta verso il buio del bosco circostante. Riesco a vedere le luci dei paesi sottostanti. Rientro nel santuario e mi infilo nel mio sacco a pelo per una nottata che spero sia tranquilla.

Sveglia alle 6:30. Che lusso. Ma probabilmente ero troppo stanco. Durante la notte mi sono svegliato un paio di volte per i dolorini vari: natiche e ginocchio destro. Ore 9 vado al bar che nel frattempo ha aperto. La signora che la sera prima mi ha preparato i due sontuosi panini continua nel suo atteggiamento protezionistico nei miei riguardi. Cornetto e biscotto con marmellata più un caffè doppio. Prezzo da pellegrino. Entra Licia. Una vitalità prorompente. Una ventata di allegria e simpatia. È volontaria nella sala in cui c’è la mostra fotografica del Santuario. Ci vediamo dopo. 9:30 incontro padre Giuseppe, il superiore dei monaci. Poche parole di benvenuto, piena disponibilità per alloggiare quanto voglio. Libero da altri impegni visito internamente tutto il santuario, da cima a fondo. È imponente! Passo a trovare Licia. Mi sommerge di domande, di considerazioni, di pensieri. Resto affascinato. Lancerò un sassolino anche per lei. La giornata passa lieta e serena. I primi due santuari micaelici sono stati raggiunti. Ora via verso il terzo: Monte Sant'Angelo sul Gargano in provincia di Foggia – Puglia – Italia.

Buonanotte.

Tappa 37: Abbazia di Novalesa - Chiusa di San Michele

 


MAI PIÙ 

Sveglia alle 5:30, solo 15 minuti per l'ufficio delle letture e colazione veloce. Ore 7 “lodi”. 7:30 messa. Saluto padre Giuseppe che mi dice di andare per Susa. Mi avvio e mi viene in mente di mettere in funzione il carica batterie a energia solare per il cellulare. Lo posiziono sullo zaino, collego il cellulare col cavetto, controllo che funzioni il tutto. Riprendiamo, anzi no! Metto anche gli occhiali variant così non devo più fermarmi. Ritolgo lo zaino e, non pensando al cavetto che va dal cellulare al carica batterie, strappo il cavetto che rimane diviso in due. Cerco di riparare al danno. Niente da fare! Spero di trovare a Susa un altro cavetto. Intanto passo davanti a tante villette: niente fiori, niente prati d’erba perfettamente rasata, niente composizioni floreali all’ingresso dei paesini. Il cambiamento è triste! Peccato! Entro a Susa e al quarto tentativo, con l’aiuto di Riccardo, indigeno, trovo il cavetto in un negozietto il cui proprietario ha dimenticato una sua cosa in negozio. Il sabato è chiuso. Cortesemente mi vende il cavetto e scappa via. Ma mi viene il dubbio: «e se non funziona?» Mi rifermo, provo e NON FUNZIONA! Passo per altri paesini ma senza successo. Finalmente trovo un negozietto che mi dà il pezzo giusto. Collaudo veloce, ok. Quant’è? 10 euro. Porca miseria, ho solo 5 euro nel portafogli. Lascio lo zaino e vado al bancomat. Torno fra poco. Il paesino si sviluppa in lunghezza e la banca è all’altro capo dell’abitato. Corro perché è quasi l’una. Torno in tempo. Che stress! Ma quel cavetto è importante perché serve anche per collegare il cellulare al tablet e scaricare le foto.

Arrivo a Chiusa di San Michele. 30 km fatti correndo come un matto. Ho tanta fame! Entro nel bar/ristorante “Buondì caffè” a Chiusa di San Michele. Pranzo completo a 9 euro. Ok. Non mi fido granché però per quel prezzo si può provare. Fusilli fatti in casa all’arrabbiata. Ottimi e abbondanti! Cotoletta con piselli. Ottima e abbondante! Basta! Morgana, così si chiama la proprietaria del locale, mi convince a mangiare almeno una banana che serve contro i crampi. Caffè e, salutata anche la mamma di Morgana, brava cuoca originaria della Basilicata, cerco di avviarmi verso la Sacra. Meglio però un riposino.

Mezz’ora mi basta. Inizia l’attacco alla mulattiera per la Sacra. Subito una salita del 30% e continua asfissiante alla stessa pendenza. Tempo previsto un'ora e mezza. Mi fermo varie volte, mi distendo, bevo, riprendo, mi rifermo. Non ce la faccio più. La pendenza non cala manco a pregare. Edicola dedicata alla Madonna, San Michele e San Francesco. Spero che mi aiutino.

Continuo a stento incespicando, perdendo l'equilibrio, fermandomi per respirare, girandomi e guardando indietro la forte discesa (hai visto mai che psicologicamente…). Forse era meglio fermarsi alla Chiusa e affrontare la salita la mattina successiva. E sì, grazie, col senno di poi! Oramai sono in ballo. Sono arrivato al termine della salita, grazie a Dio. Ho impiegato circa 2 ore e un quarto!

C’è un bar. Non riesco quasi a parlare e mi tremano le mani. Mi fanno sedere. Sorseggio con lentezza una bibita fresca. Mi apparto per qualche singhiozzo a secco. Mai fatto uno sforzo del genere nella mia vita. NÉ MAI SARÒ IN GRADO DI FARNE. NÉ SPERO DI DOVERNE FARE. MAI PIÙ!

La Sacra è a 800 metri. Ancora una salitella e qualche gradino. Sì, possono ospitarmi nella piccola foresteria in cui c’è la cucina ma niente da mangiare. Vado al bar all’ingresso della Sacra, un paio di panini e la cena è servita. Nella piccola foresteria c’è un lettino pieghevole, il bagno e una cucina che non mi serve. Domani visiterò il santuario. Mi riposo a fatica. Bella giornata oggi!


NOTE TECNICHE
Tappa:
  • Numero: 37
  • Giorno: sabato 21 luglio 2012
  • Partenza: Abbazia di Novalesa, Frazione San Pietro, 10050 Novalesa (TO)
  • Arrivo: Chiusa di San Michele, Torino
  • Pernottamento: Chiusa di San Michele, Torino
Distanza:
  • 32 km percorsi oggi
  • 1096 km percorsi dall'inizio del cammino
  • 1316,3 km mancanti per concludere il cammino




 




ENGLISH VERSION

NEVERMORE

I wake up at 5:30 a.m., I use only 15 minutes for the regarding office and I have a fast breakfast. There are the "praises" at 7.00 a.m. 7:30 mass. I greet father Joseph that tells me to go toward Susa. I depart and I think about putting in operation the solar energy charger for the mobile phone. I place it on the knapsack, I connect the mobile phone with the lead and I check that all it’s working. I put on also the variant glasses so I don't have to stop anymore. I take off the knapsack again and, not thinking about the lead that goes from the mobile phone to the charger, I tear off the lead that is divided into two parts now. I try to fix the damage. I don't succeed in this! I hope to find another lead at Susa. Meanwhile I pass in front of so many manors: no flowers, no grass trimmed perfectly, no floral compositions at the entry of the villages. The changing is sad! What a pity! I enter in Susa and I find the lead at the fourth attempt, with the help of Riccardo, a native, in an opened shop because the owner had forgotten a thing. On Saturdays it’s closed. Kindly he sells me the lead and escapes away. But I have one’s doubt about this: "and if it doesn't work?” I stop, I try and it doesn't Work! I pass through other villages but without success. Finally I find a shop that sells me the correct lead. I test it, it’s ok. How much is it? 10 Euro. Holy crap, I have only 5 Euro in the wallet. I take off the knapsack and I go to the ATM. I return soon. The village is long and the bank is on the other side of it. I run because it is 1:00 p.m. I return in time. What a stress! But that lead is important because it serves for connecting the phone mobile to the tablet and to unload the photos.

I reach Chiusa di San Michele. I made the 30 km racing as a crazy person. I am hungry! I enter in a cafe / restaurant "Buondì caffè" in Chiusa di San Michele. The complete lunch is at 9 euro. Ok. Somewhat distrat, but at that price I can try. Fusilli all’arrabbiata. Excellent and abundant! Cutlet with peas. Excellent and abundant! It’s enough! Morgana, the owner of the place, convinces me to eat at least a banana that serves against the cramps. I take a coffee and I greet Morgana’s mother, a good native cook from the Basilicata, and then I try to go toward the Sacra. But it’s better if I rest a little.

Half an hour is enough. I start the dirt road for reaching the “Sacra”. I make a slope with a gradient of 30% and the road continues to have the same gradient. A hour and half is the anticipated time. I stop a lot of times, I rest, I drink, I restart and then I stop again. I can’t take it anymore. The gradient doesn't decrease. I try with a pray to the Madonna, St. Michael and San Francis. I hope that they help me.

I continue hardly stumbling, losing the balance, stopping to breathe, turning and looking back at the descent (maybe it’s a dream). It was better perhaps to stay at the Chiusa and to face the slope next morning. It’s easy to speak in retrospect! But I’m involved now. I arrived at the end of the slope, thank goodness!

There is a cafe. I don't succeed in speaking and my hands treble. I sit down. I drink a fresh drink slowly. I never made such a great effort in my life and never I will made other of them. NEVERMORE!

The Sacra is to 800 meters. There is a slope again. Yes, they can play host me in the small guesthouse, where there is the kitchen but there is nothing to eat. I go to the cafe at the entry of the Sacra, I take a pair of sandwiches and this is my supper. In the small guesthouse there are a camp bed, the bath and a kitchen. Tomorrow I will visit the sanctuary. I rest finally. It was a beautiful, really!


TECHNICAL NOTES
Stage:
  • Number: 37
  • Day: Saturday July 21st 2012
  • Departure: Abbey of Novalesa, Fraction St. Pietro, 10050 Novalesas (TO)
  • Arrival: Chiusa di St. Michele, Turin
  • Overnight stay: Chiusa di St. Michele, Turin
Distance:
  • 32 km crossed today
  • 1096 km crossed by the beginning of the path
  • 1316,3 missing km to conclude the path

Tappa 36: Laslebourg - Abbazia di Novalesa

 


Arrivo in Italia 

Parto alle 07:00 da Lanslebourg sapendo che devo salire. Metto i sandali per qualche chilometro e poi cambio calzatura. La giornata appare incerta. Per 10 km si sale costantemente, senza strappi. La strada nazionale è poco trafficata. Alle 10:30 sono in cima e la coscia non mi ha fatto male. Ma allora si tratta di scarponi o meglio di ammortizzazione del passo?

Domani chiamo Vilma. Sono al lago del Moncenisio, ancora in territorio francese. Questa terra meravigliosa è passata alla Francia nel 1945 quale indennizzo di guerra (seconda guerra mondiale). Quanti buoni affari hanno fatto i nostri governanti nella storia! Comincio a scendere in una strada asfaltata ampia con una serie di tornanti che sembra che si tocchino per quanto sono stretti. Si ha l’impressione di stare sempre allo stesso punto. Finalmente il confine! C’è ancora la sbarra e la costruzione della dogana. Qui mi accorgo che avrei potuto fare una scorciatoia che mi avrebbe fatto risparmiare almeno un paio di chilometri. Comunque l’emozione di fare “un passo” e lasciare a malincuore la Francia per essere in Italia è stata grande. La prima parte del Cammino è effettivamente conclusa. Il tempo peggiora per la presenza di nuvole basse e di un discreto vento freddo che mi fa gelare gli alluci. Metto gli scarponi? Resistiamo! La strada ha più tornanti di prima. Che noia! Finalmente arrivo al piano. Ho fatto 26 km: è ora di riposare. Trovo uno spazio nel guardrail e mi distendo nell’erba.

Il freddo è passato ed è subentrata l’afa. Azzanno un pezzo di pane con uva passa, mirtilli e cioccolata che ho preso ieri sera a Lanslebourg e mi accorgo che ho finito l’acqua. Dopo una ventina di minuti riprendo il cammino con tanta sete. Appena due chilometri e leggo una freccia con su scritto: “bar Cenisio”. Finalmente prenderò un caffè italiano. 15 minuti e scoppio a ridere. Bar Cenisio è il nome di un paese! Pazienza.

Ancora qualche chilometro e incontro Elso, un ferroviere in pensione, ciclista e camminatore di 64 anni. Lui abita sul posto ma deve scendere a Novalesa. Andiamo insieme? Bene, però prendiamoci un bel caffè. A cento metri c’è un bar e bevo un caffè caffè. Lo bevo chiudendo gli occhi! Ho sempre gustato i sapori con la parte laterale-alta del palato. Io dico che una cosa buona la si sente con le orecchie. Con quel caffè mi sono leccato le orecchie.

Cominciamo una discesa con una forte pendenza che termina dopo 8 km all’abbazia di Novalesa. Ringrazio Elso con le ginocchia che fanno un rumore di ferraglia arrugginita. Entro nell’abbazia e vengo accolto da una signora addetta al piccolo museo. Quando sente che sono un pellegrino in marcia per Monte Sant’Angelo mi chiede dei dati che servono per ricerche che alcuni studenti stanno svolgendo. Poi chiama Padre Giuseppe. Si, è possibile ospitarmi per una notte. Mi fa vedere la stanza (con bagno) e, lasciato lo zaino, mi fa aggregare ad un trio di signore che stanno iniziando una visita guidata. Anche se molto stanco e scricchiolante conosco l’abbazia benedettina che risale al 700.

Ritorno da padre Giuseppe che mi da un foglietto.
05:30 – Sveglia
05:45 – Ufficio delle letture
06:30 – Colazione
07:00 – Lodi
07:30 – Santa Messa
……………
18:30 – Vespri
19:00 – Lectio divina
20:00 – Cena
20:30 – Ricreazione
21:00 – Compieta
21:15 – Silenzio  

 Faccio appena in tempo per farmi una doccia, ecc.
18:30 – Vespri: nel coro della chiesa siamo in 10. Tutti gli altri sono monaci. Non sapevo cosa fossero i vespri, ne tantomeno una lectio divina. Riti coinvolgenti nell’ambiente idoneo.

La cena si svolge come nei film ambientati nei conventi. Una voce registrata parla in sottofondo di problemi religiosi e nessuno alza il naso dal piatto. Tutto avviene in tempi prestabiliti e al suono della campanella tutti in piedi a sparecchiare, lavare, asciugare ed a riporre le stoviglie. Poi tutti nel chiostro per la ricreazione (aggiungerei digestione) a parlare di cose futili e ridere di battute quasi infantili. Poi ancora in chiesa e alla campanella delle 21 tutti zitti verso le proprie camere.

Ho partecipato a tutte le funzioni e per una serata ho fatto il Benedettino. Un’esperienza eccezionale. Domani mattina sveglia alle 05:30. Per me è una cosa normale. Mi corico con la finestra aperta. Piove, ma oltre al rumore soffice di una pioggia leggera c’è il silenzio melodioso della notte!

I sassolini di oggi, venerdì 20 luglio 2012, sono per:
  • Mario
  • Renzo
  • Antonio E.
  • Carmela Accadia
  • Emma


NOTE TECNICHE
Tappa:
  • Numero: 36
  • Giorno: venerdì 20 luglio 2012
  • Partenza: Les Champs, Laslebourg-Mont-Cenis
  • Arrivo: Abbazia di Novalesa, Frazione San Pietro, 10050 Novalesa (TO)
  • Pernottamento: Abbazia di Novalesa
Distanza:
  • 36 km percorsi oggi
  • 1064 km percorsi dall'inizio del cammino
  • 1348,3 km mancanti per concludere il cammino



 







ENGLISH VERSION

I arrive in Italy 

I depart at 07:00 a.m. from Lanslebourg and I must go up. I wear the sandals for some kilometer and then I change the shoes.

The day is uncertain. For 10 km I constantly climb, without forcing. The state highway is trafficked. At 10:30 a.m. I’m on the summit and the thigh didn’t hurt me. So this means that are the shoes or is the slope?

Tomorrow I’ll call Vilma. I’m on the lake of the Moncenisio, I’m still in France. This wonderful country passed to France in 1945 as indemnify for the second world war. How many good business have made our government leaders in the history! I start to go down on an ample asphalted road with a series of curves. I have the impression to be always in the same point with this narrow curves. I finally see the border! There is still the bar and the customs. Here I noticed that I would have been able to take a shortcut for saving 2 kilometers. However the emotion to do "a footstep" and to leave unwillingly France to be in Italy was great. The first part of the Path is ended indeed. The weather get worse because there are clouds and a slight cold wind; I feel cold at my feet. Do I wear the boots? I hold on! The road has more curves than before. How boring! Finally I arrive in the valley. I made 26 km: it is time to rest. I find a space in the guardrail and I stretch on the grass.

The cold live out and the sultriness arrived. I eat a piece of bread with grape, blueberries and chocolate that I bought in Lanslebourg and I notice that I ended the water last night. After twenty minutes I restart to walk but I’m thirsty. After 2 kilometers I read an arrow with a writing: "cafe Cenisio." I will take an Italian coffee finally. 15 minutes later I begin to laugh. Cafe Cenisio is the name of a Village! Patience.

Not many kilometers and I meet Elso, a 64 years-old retired railroader, bicyclist and walker. He lives here but he must go to Novalesa. Do we go together? Yes, however we take a beautiful coffee. There is a cafe at one hundred meters and I drink a true coffee. I drink it closing my eyes! I have always tasted the aromas with the high part of the palate. I say that you taste a good food with the ears. I licked my ears with that coffees.

We start a descent that finishes to the abbey of Novalesa after 8 km. I thank Elso. I enter into the abbey and a lady assigned to the small museum welcomes me. When she hears that I am a pilgrim on route to Monte Sant'Angelo she asks me some data useful to some students for their researches. Then she calls Father Joseph. They host me for a night. She shows me the room (with bath) and, once that I take off the knapsack, joins me to three ladies that are beginning a guided tour. I visit the Benedictine abbey that dates back the 700 even if I’m very tired.

I return to Father Joseph that gives men a piece of paper.
05:30. Wake up
05:45. office of the readings
06:30. breakfast
07:00. praises
07:30. Saint Mass
……………
18:30. Vespers
19:00. Lectio divina
20:00. supper
20:30. recreation
21:00. Compieta
21:15. silence

  I succeed in taking a shower, etc.

18:30. Vespers: we are 10 in the choir of the church, all the other people are monks. I didn't know what were the vespers or a lectio divina. They are involving ceremony in the convenient place.

The supper is like in the films about the convents. A recorded voice speaks in the background about religious problems and nobody lifts the nose from the dish. All of this happens in pre-arranged times and at the sound of the bell all the people stand up to clear, to wash and to dry. Then all of them goes in the internal courtward for the recreation (I think it’s digestion) to speak about futile things and to laugh at childhood jokes. Then they go again in the church and, at the bell of 21 p.m., all of them goes silently to their room.

I participated in all of the services and I became a Benedictine during an evening. It was an exceptional experience. Tomorrow I wake up at 05:30. It is a normal thing for me. I stretch in the bed with the opened window. It rains, but in addition to the sweet noise of the rain there is only the melodious silence of the night!

Today's pebbles, Friday July 20th 2012:
  • Mario
  • Renzo
  • Antonio E.
  • Carmela Accadia
  • Emma


TECHNICAL NOTES
Stage:
  • Number: 36
  • Day: Friday July 20th 2012
  • Departure: Les Champs, Laslebourg-Mont-Cenis
  • Arrival: Abbey of Novalesa, Fraction St. Pietro, 10050 Novalesas (TO)
  • Overnight stay: Abbey of Novalesa
Distanza:
  • 36 km crossed today
  • 1064 km crossed by the beginning of the path
  • 1348,3 missing km to conclude the path

Tappa 35: Saint-Jean - Saint-André - Laslebourg

 

Parto da Modane riposato e di buona lena. In tutto 25 chilometri. Tappa breve. Dopo neanche un chilometro la coscia mi fa lanciare dei lamenti non trattenibili. Appena in Italia devo correre ai ripari in qualche modo. Rallento, faccio qualche esercizio poi riparto piano. Il paesaggio è meraviglioso. Cerco di immaginarlo innevato! Mi viene da fotografare tutto. Passo davanti ad una fortezza del XIX secolo. Magnifica! E penso a quante cose belle i Savoia hanno abbandonato. Oltre al territorio anche manufatti bellissimi. Qualche nome italiano viene fuori nelle attività commerciali. Ieri a Modane ho mangiato gli spaghetti in un ristorante che si chiama Pizzeria Pulcinella. Era stracolmo di clienti e il personale era formato da una famiglia italiana. Non ho chiesto di che città. Passo in una spianata e finalmente posso toccare il fiume che, dopo un breve corso in piana si reimmette in una gola inaccessibile. Mi tolgo lo zaino e lo inseguo fin che posso. Poi diventa troppo pericoloso e ritorno indietro. Arrivo a Laslebourg. Una serie di case addobbate con tanti fiori intorno alla strada nazionale. Niente di che. Ma il niente, con tutto quelle montagne intorno e con fiori dappertutto, diventa bello. Hai ragione, Renzo, i francesi sono un grande popolo.

Dunque è la mia ultima notte in Francia. È passato più di un mese e più di mille chilometri. La prima parte del mio Cammino si conclude. Tempo di valutazioni? No! Per fare valutazioni bisogna che passi un po’ di tempo. Tutto questo lungo periodo deve maturare dentro di me. Il tutto diventerà ricordo; cose a cui non ho dato importanza affioreranno alla mente e assumeranno valori importanti e viceversa, mi pentirò di qualcosa che ho fatto e avrei potuto fare in modo diverso e, piano piano, affiorerà un mosaico alquanto diverso da quello che oggi ho nella mente.

Il mio giudizio, per quanto possa contare, sulla Francia resterà però immutato: è una grande grande grande Nazione!

VIVA LA FRANCIA!

I sassolini di oggi, giovedì 19 luglio 2012, li dedico a:
  • Juliette
  • Laurent
  • Clodine
  • Joffrey
  • Thierry
i francesi che porterò sempre nel mio cuore!


NOTE TECNICHE
Tappa:
  • Numero: 35
  • Giorno: giovedì 19 luglio 2012
  • Partenza: Saint-Jean-de-Maurienne (San Giovanni di Moriana)
  • Arrivo: Le Villard, Saint-André
  • Pernottamento: Les Champs, Laslebourg-Mont-Cenis
Distanza:
  • 32 km percorsi oggi
  • 999 km percorsi dall'inizio del cammino
  • 1413,3 km mancanti per concludere il cammino



 




ENGLISH VERSION

I depart from Modane fresh and full of energies. There are 25 kilometers to do. It is a short stage. However the thigh hurts me after a kilometer. When I will arrive in Italy I must do something for the leg. I try with the stretching and then I leave again, slowly. The landscape is wonderful. I try to imagine it with snow! I would to photograph everything. I pass in front of a fortress of the XIX century. It’s magnificent! And I think about how many beautiful things the Savoias abandoned. Also the artifacts are very beautiful in addition to the territory. I start to see shops with Italian name. Yesterday at Modane I ate spaghetti in a restaurant that called Pizzeria Pulcinella. It was full of clients and the staff was composed by an Italian family. I didn’t ask from what city they are. I pass in an open space and I can finally touch the river that, after few meters, flows in an inaccessible throat. I remove the knapsack and I follow until when it’s possible. Then it becomes too much dangerous and I return back. I reach Laslebourg. It’s s series of houses decorated with so many flowers around the state highway. It’s nothing special. But it becomes beautiful with all those mountains around and with flowers everywhere. You were right, Renzo, French are a great people.

Therefore, this is my last night in France. It’s passed more than one month and more than thousand kilometers. The first part of my Path is ended. Is it the time for evaluations? No! it needs time to make evaluations. This whole long period must mature inside of me. All of this will become memory; things to which I didn’t give importance will return in my mind and they will have important values and vice versa, I will regret about something that I have done and that I would have been able to do in a different way, and, little by little, I will see a different picture from that one that I have in my mind today.

My judgment on France it will be, however, unchanged: It’s a great great great Nation!

France Forever!

Today's pebbles, Thursday July 19th 2012,
  • Juliette
  • Laurent
  • Clodine
  • Joffrey
  • Thierry
French people that will always be in my heart!


TECHNICAL NOTES
Stage:
  • Number: 35
  • Day: Thursday July 19th 2012
  • Departure: Saint-Jean-de-Maurienne (St. Giovanni of Moriana)
  • Arrival: Le Villard, Saint-André
  • Overnight stay: Les Champs, Laslebourg-Mont-Cenis
Distance:
  • 32 km crossed today
  • 999 km crossed by the beginning of the path
  • 1413,3 missing km to conclude the path

giovedì 14 luglio 2016

Tappa 34: Argentine - Saint-Jean-de-Maurienne

 

Temevo questa tappa. Strada nazionale. Ho provato a prendere una strada alternativa ma dopo mezzo chilometro mi sono trovato in un ex deposito ferroviario. Non ho voluto azzardare ancora. Anche sassolini niente. Come si fa a svolgere quello che per me è uno dei momenti più profondi del percorso senza concentrazione? Diventerebbe un esercizio freddo e meccanico. No, i miei sassolini sono sentiti nell’anima. 

Sono dediche fatte in particolari situazioni della tappa. Inoltre correvo il rischio di rompere qualche parabrezza con tutto il traffico che c’era. La coscia mi ha fatto male tanto. Ho notato che ieri calzavo i sandali che sono molto ammortizzati essendo di gomma. Comincio a pensare che la durezza dell’asfalto mi abbia provocato qualche danno. Comunque credo che la giornata possa concludersi bene: ho trovato un buon hotel e la finestra della mia camera dà sull’Arc e di fronte ho una montagna. Forse riuscirò a rilassarmi stanotte. Domani è l’ultima tappa francese. E oggi ho superato i 1000 km. 

Mi sembra incredibile. Bravo Michele!


NOTE TECNICHE
Tappa:
  • Numero: 34
  • Giorno: mercoledì 18 luglio 2012
  • Partenza: Argentine
  • Arrivo: Saint-Jean-de-Maurienne (San Giovanni di Moriana)
  • Pernottamento: Modane
Distanza:
  • 31 km percorsi oggi
  • 967 km percorsi dall'inizio del cammino
  • 1445,3 km mancanti per concludere il cammino


ENGLISH VERSION 

I was afraid about this stage. it is a state Highway. I tried to look for an alternative road but after an half kilometer I was in an ex railway deposit. I don’t want to risk yet. I haven’t pebbles. How can I live the deepest moments of the Path without concentration? It would be a detached and mechanic exercise. No, my pebbles come from my soul. 

They are dedications done in particular situations of the Stage. The thigh hurt me so much. I noticed that yesterday I put on the rubber sandals and therefore they are damped. I start to think that the asphalt provoked to me some damage. However I believe that the day will end well: I found a good hotel and the window of my room is near to the Arc and to the front I see a mountain. I hope to succeed in resting well tonight. Tomorrow is the last French stage. And today I overcame the 1000 km. It seems to me unbelievable. Good work Michele!


TECHNICAL NOTES
Stage:
  • Number: 34
  • Day: Wednesday July 18th2012
  • Departure: Argentine
  • Arrival: Saint-Jean-de-Maurienne (St. Giovanni of Moriana)
  • Overnight stay: Modane
Distance:
  • 31 km crossed today
  • 967 km crossed by the beginning of the path
  • 1445,3 missing km to conclude the path

Tappa 33: Montmélian - Argentine

 

Che freddo! Dovremmo essere a 10 gradi. Ma finalmente niente nuvole. Comincio col cielo azzurro e la voglia di camminare mi prende. C’è una strada interna. Evviva! Le montagne mi circondano piacevolmente. Su qualche cima ci sono tracce di neve.

La temperatura sale. Dovremmo essere sui 25 gradi e c’è un graditissimo alito di vento fresco alle spalle. Mi tolgo gli scarponi e la gamba dei pantaloni. Passo sotto montagne e altre se ne intravedono nel vicino orizzonte. Mi assale una bellissima sensazione di felicità. In questo momento cammino il mio Cammino, il mio sguardo passa come un’ape di cima in cima, prati vastissimi, temperatura ideale, la coscia non mi duole, fiori dovunque, alla fermata del pullman, sul ponticello, intorno ai cassonetti dell’immondizia, intorno alle casette tipicamente alpine, le mucche che mi salutano con un muggito, ed io non ho fretta di raggiungere la meta odierna, né tantomeno sono affaticato. È l’attimo che bisogna imprimersi nella mente chiudendo gli occhi come un obiettivo fotografico. Tac. Ecco, il ricordo di questo momento è stato fissato nell’anima.

Meglio che metto anche il cappellino. Gli occhiali da sole transition sono una favola. Ma credo che tutta l'attrezzatura che sto adoperando sia valida. Anche se farò qualche annotazione a due grandissimi marchi. Direttamente. Me lo posso permettere.

Fino a Epierre il percorso è stato molto piacevole dopodiché son dovuto tornare sulla nazionale e lì testa bassa e attento al traffico. Saint-Jean-de-Maurienne è un tranquillo paesino che fa parte della grande area dei paesi di Maurienne. Una zona lunga 120 km che racchiude più di 100 vette oltre i 3000 m, 24 stazioni di sport invernali ed estivi ed un quantitativo notevole di laghi d’altitudine. È un territorio che ha saputo sfruttare positivamente la sua natura.

Fra tre giorni lasciola Francia e devo dire che mi è piaciuta tutta. Dall’oceano Atlantico alla Loira alle Alpi. Bene, domani avrò una tappa di strada nazionale anche se dalla cartina vedo che da Saint-Michel-de-Maurienne (San Michele di Moriana) c’è un lungo tratto verde di fianco alla nazionale che arriva fino al confine dell'Italia. Quando sarò sul posto chiederò informazioni.

Intanto buonanotte.

PS: permettetemi di usare per una volta il blog per mio uso personale: « LAURENT, COME STA JULIETTE? Se mi segui ancora mi dai vostre notizie? Ti ringrazio. Un abbraccio »

I sassolini di oggi, martedì 17 luglio 2012, li dedico a:
  • Nicola
  • Antonio
  • Francesco
  • Enzo
  • Pasquale


NOTE TECNICHE
Tappa:
  • Numero: 33
  • Giorno: martedì 17 luglio 2012
  • Partenza: Montmélian
  • Arrivo: Argentine
  • Pernottamento: Saint-Jean-de-Maurienne (San Giovanni di Moriana)
Distanza:
    • 31 km percorsi oggi
    • 936 km percorsi dall'inizio del cammino
    • 1476,3 km mancanti per concludere il cammino


 




ENGLISH VERSION 

It’s cold! I believe that there are 10 degrees. But there are not clouds finally. I start with the blue sky and the desire to walk reaches my heart. There is a local road. Hurray! The mountains surround me. There is snow on some summit.

The temperature goes up. I believe that there are 25 degrees. I remove the boots and a part of the pants. I pass under the mountains and I see other of them to the horizon. I feel happy. In this moment I walk my Path, my look drops round like a bee summit by summit, vast lawns, ideal temperature, the thigh doesn't hurt me; there are flowers everywhere, at the bus stop, on the bridge, around the bins, around the alpine cottages; the cows greet me with a bellow and I’m not in a hurry to reach today's destination, neither I’m tired. It is the instant that needs to remember closing the eyes as a photographic objective. Tac. Here it is, the memory of this moment has been fixed in the soul.

I wear the bonnet, it’s better. The transitions sunglasses are fantastic. But I think that the whole equipment that I am using is excellent. Even though I will write some annotation to two big marks. Directly. I can do it.

The track has been very pleasant up to Epierre, but then I returned on the state highway. Saint-Jean-de-Maurienne is a quiet village that belongs to the great area of the countries of Maurienne. A long zone of 120 km that contains more than 100 summit over the 3000m, 24 stations of winter and summer sport and so many lakes. It is a territory that exploited its nature positively.

I will leave France in three days and I must say that I liked all of this Country. From the Atlantic ocean to the Loira, up to the Alps. Well, tomorrow I will do the whole stage on the state highway even if I see on the map that from Saint-Michel-de-Maurienne there is a long green stretch near the state highway that reaches the border of Italy. When I will be there I will ask for information.

Good night.

PS: Allow me to use for once the blog for personal use: « LAURENT, HOW IS JULIETTE? If you still follow me on the blog can you give me your news? Thank you. An embrace »

Today's pebbles, Tuesday July 17th 2012:
  • Nicola
  • Antonio
  • Francesco
  • Enzo
  • Pasquale


TECHNICAL NOTES
Stage:
  • Number: 33
  • Day: Tuesday July 17th 2012
  • Departure: Montmélian
  • Arrival: Argentine
  • Overnight stay: Saint-Jean-de-Maurienne (St. Giovanni of Moriana)
Distance:
  • 31 km crossed today
  • 936 km crossed by the beginning of the path
  • 1476,3 missing km to conclude the path

Tappa 32: Bordeau - Montmèlian

 

Parto da Chambery stordito di sonno. Tutta la notte a contar treni come le pecore. Dopo un certo numero mi addormentavo fino al successivo. A Montmèlian (Monmeliano), dopo aver camminato fra i camion, trovo Albert che mi accompagna con la sua auto all’imbocco di una bellissima carrareccia che mi porta a Saint-Pierre-de-Chandieu. Ma qui ho la sorpresa di non trovare posto nè in camping e nè in hotel. Pazienza, allungo fino a Aiguebelle. Ho sonno e sono molto stanco. Perdonatemi se non aggiungo altro. Nemmeno sassolini oggi. Domani andrà meglio.


NOTE TECNICHE
Tappa:
  • Numero: 32
  • Giorno: lunedì 16 luglio 2012
  • Partenza: Bordeau
  • Arrivo: Montmèlian
  • Pernottamento: Aiguebelle
Distanza:
  • 32 km percorsi oggi
  • 903 km percorsi dall'inizio del cammino
  • 1507,3 km mancanti per concludere il cammino

 




ENGLISH VERSION

I depart sleepy from Chambery. I spent the whole night to count trains as the sheep. At Montmèlian, after a walk among the trucks, I find Albert that take me with his auto to the entry of a beautiful dirt road that arrives to Saint-Pierre-de-Chandieu. But here I don't find a room neither in the camping and neither in the hotel. Patience, I decide to go up to Aiguebelle. I am sleepy and I am very tired. Forgive me if I don't write more. There are not pebbles for today. Tomorrow it will be all right.


TECHNICAL NOTES
Stage:
  • Number: 32
  • Day: Monday July 16th 2012
  • Departure: Bordeau
  • Arrival: Montmèlian
  • Overnight stay: Aiguebelle
Distance:
  • 32 km crossed today
  • 903 km crossed by the beginning of the path
  • 1507,3 missing km to conclude the path

Tappa 31: Yenne - Bordeau

 

Parto alle 7. Pessimo tempo in vista e fa freddo. Cercherò di fare l'autostop per attraversare il tunnel del Col du Chat. È interdetto a “pietons e vèlo” (pedoni e ciclisti) ed è lungo 1500 metri, impensabile tentare a piedi. L’autostop non dà esito positivo (del resto se io fossi in macchina non mi prenderei a bordo). Segno della croce e gambe in spalla. Questo però significa che i 9 chilometri fatti nella tappa di ieri li pago oggi con questa salita al colle. In cima c’è una cappellina dedicata a Notre Dame che, in cambio di qualche preghiera, promette 40 giorni di indulgenza. Le prime due preghiere le conosco. L’atto di contrizione no. Recito “l’eterno riposo” con la speranza che sia accettato ugualmente.

Inizia la discesa e finalmente mi appare il Lac du Beurget. Sulle sue rive c’è Aix Les Bains, rinomato luogo di vacanze. Lo spettacolo è stupendo. Il lago è incastonato fra le montagne. Faccio qualche foto e me ne faccio fare una per ricordo. Non mi piacciono le foto personali. La discesa non finisce mai ed ancora una volta la mia coscia sinistra mi fa capire che preferisce la salita. Lungo il tragitto rispondo almeno a 300 saluti di altrettanti ciclisti che salgono o scendono dal Col du Chat. Non so se è la concomitanza col Tour de France, ma moltissimi francesi vanno in bici. Giungo stanco a Le Bourget du Lac superando Bordeau (meta prevista per la tappa odierna). Di alberghi “pas cher” manco a parlarne. Ancora un piccolo sforzo e in 10 chilometri molto duri raggiungo Chambery. L’ufficio turismo è chiuso. Il primo non aperto finora. Trovo un hotel. Bucato e doccia nell’ordine e mi accorgo che la mia stanza dà sui binari di una ferrovia notevolmente trafficata. Credo che ho bisogno di un’altra benedizione, padre Bertrandt! Riuscirò a riposare? Spero che di notte il traffico ferroviario si fermi! Però posso vedere il fatto in questo modo: da piccolo, quando con i miei andavamo in vacanza da Foggia a San Menaio, sul Gargano, prendevamo un trenino che per fare i100 kmdel percorso impiegava circa 4 ore e passava davanti a due belle villette all’ingresso di San Menaio. Io desideravo abitare in una di quelle villette per sentire il treno passare 2 volte al giorno. Ora, in una sola notte (pensa che fortuna!) recupero tutti i treni che avrei potuto sentir passare in tante vacanze.

Comunque domani è un altro giorno. 

PS: domani non riposo, preferisco avvicinarmi alla tappa successiva e Chambery è una città moderna che non mi va di visitare.

I sassolini di oggi, domenica 15 luglio 2012, sono per:
  • Roberto
  • Rosaria
  • Valentina
  • Marcello
  • Padre Ladyslaw


NOTE TECNICHE
Tappa:
  • Numero: 31
  • Giorno: domenica 15 luglio 2012
  • Partenza: Yenne
  • Arrivo: Bordeau
  • Pernottamento: Chambery
Distanza:
  • 14 km percorsi oggi
  • 873 km percorsi dall'inizio del cammino
  • 1539,3 km mancanti per concludere il cammino


 



ENGLISH VERSION 

I depart at 7a.m. The weather is bad and it’s cold. I will try to hitch a ride to cross the tunnel of the Col du Chat. It is interdicted to "pietons and vèlo" (pedestrians and bicyclists) and it is long 1500 meters, it is impossible to cross it afoot. The cars don't stop (after all if I were in a car I would not stop). I decide to try to walk. This means, however, that I’ll pay whit this slope the 9 kilometers that I have done in the stage of yesterday. On the summit there is a chapel devoted to Notre Dame that, in exchange for some prayer, it promises 40 days of indulgence. I know the first two prayers . I don’t know the contrition. I recite "l’eterno riposo " with the hope that it’s the same.

The descent begins and I finally see the Lac du Beurget. On its shores there is Aix Les Bains, a famous place for vacation. The sight is stupendous. The lake is placed among the mountains. I take some photos. The descent never ends and once more my left thigh makes me understand that it is better the slope. Along the road I answer to 300 regards of bicyclists that climb or go down from the Col du Chat. 

I don't know if it is for the Tour de France, but a lot of French ride a bicycle. I arrive tired in La Bourget du Lac overcoming Bordeau (anticipated destination for the stage of today). There aren’t Hotels "pas cher". I make an effort and after 10 hard kilometers I reach Chambery. The travel bureau is closed. It’s the first one that I find closed till now. I find an hotel. I make the laundry and a shower and I notice that my room is next to the platforms of a trafficked railroad. I think that I need another benediction, father Bertrandt! Will I succeed in resting? I hope that at night the trains stop! However I can see all of this from another perspective: when I was a child, when we went with my parents on vacation from Foggia to St. Menaio, on the Gargano, we caught a train that, to make 100 km, used time around 4 hours and passed in front of two beautiful manors at the entrance of St. Menaio. I desired to live in one of those manors to hear the train 2 times in a day. Now, in only one night (you lucky thing!) I recover the trains that I lost when I was a child.

Tomorrow is another day however. 

PS: tomorrow I will not rest, I prefer to arrive to the next stage and Chambery is a modern city that I don’t want to visit.

Today's pebbles, Sunday July 15th 2012:
  • Roberto
  • Rosaria
  • Valentina
  • Marcello
  • Padre Ladyslaw


TECHNICAL NOTES
Stage:
  • Number: 31
  • Day: Sunday July 15th 2012
  • Departure: Yenne
  • Arrival: Bordeau
  • Overnight stay: Chambery
Distance:
  • 14 km crossed today
  • 873 km crossed by the beginning of the path
  • 1539,3 km missing km to conclude the path

Tappa 30: Arbignieu - Yenne

 

Parto da Belley con il poncho. È piovuto durante la notte con tuoni e stamattina la temperatura è scesa parecchio. Credo che siamo sui 16 gradi. Immediatamente fuori Belley vedo un sentiero lungo il fiume che segue la strada. Scendo la ripida scarpata e cammino con piacere sullo sterrato. Smette di piovere. Via il poncho. Dopo un chilometro il fiume devia dalla strada. Chiedo ad un gruppo di canoisti che incontro. Devo tornare sulla strada. Una bella nazionale che spacca le montagne. Il dislivello è poco significante. Arrivo finalmente al Rodano. Un altro fiume che è stato presente nella storia di tutti i tempi. Immediatamente dall’altra parte del ponte iniziala Savoia. Questoera territorio sabaudo sotto il regno dei Savoia. Penso che fra poco entro in Italia. Ma proprio qui, però, comincio ad avere problemi intestinali. Molto probabilmente quando ho tolto il poncho la temperatura era ancora bassa ed io molto sudato. Non ce la faccio ad andare avanti. Devo fermarmi!

A poco più di due chilometri c’è Yenne. Farò tappa lì e, dividendo la tappa di oggi in due, perdo la giornata di vantaggio che avevo sul ruolino di marcia. Ma il vantaggio serviva proprio a questo. Ho fatto solo9 kmsui 32 previsti. Vuol dire che scriverò qualcosa in più oggi.

Mi rilasso in hotel, cerco un po’ di calore e faccio una buona doccia calda. Il collegamento internet che trovo è scadente: hotspot. L’ho già trovato in passato e non sono riuscito ad inviare nulla. Vuol dire che utilizzerò la pennetta. Nel pomeriggio esco e vado verso il Rodano. Le sue acque tranquille sono di colore verde smeraldo.

In questo tratto le rive sono basse ma a poche centinaia di metri entra nella montagna. Faccio un giro per il paesino.

Niente di eccezionale, solo che è pieno di fiori. Fiori per ogni pretesto: una fontanella coi fiori, un piccolo canale ricoperto di fiori, e così per uno stretto sottopasso fra le case. Ho notato che ogni paesino ha un grande negozio di fiori.

Sono proprio bravi i francesi a rendere bella anche una cosa normale. Credo che al mio rientro questa cosa mi peserà molto. Dovrò riabituarmi a vedere cose belle maltrattate. Ma sarà molto difficile. Uno dei motivi secondari di questo Cammino è la ribellione che ho dentro a non voler trascorrere quel che resta della mia vita nella mediocrità delle cose giornaliere.

Mi spiego meglio. Sono stufo dei bidoni di spazzatura straboccanti per 310 giorni l’anno diventando la normalità a cui l’occhio si abitua e non ci fa più caso. È normalità che attanaglia e costringe, inconsapevolmente, a comportamenti consequenziali: butto il fazzolettino usato dove ce ne sono altri, il pacchetto di sigarette dal finestrino ecc, tanto non posso sporcare ciò che è già sporco. Finora, in tuttala Franciache ho attraversato, ho constatato la cultura del bello, del pulito, anche nei giovani. Mi dispiace scrivere queste cose, ma è così. Un avvenimento mi ha creato una rabbia repressa.

Apprezzando un particolare angolo di un paese, il mio interlocutore mi ha chiesto: «ma la tua città non è così?» Alla mia impacciata non risposta ha aggiunto: «È come Napoli?» Queste sono cose che fanno molto molto male e non si può rispondere.

Ho cercato una difesa in calcio d’angolo dicendo che non tutto quello che i mass media dicono è vero e molto spesso le cose positive non fanno notizia. Ho concluso che Napoli è una delle città più belle del mondo. E lo penso! Però perdiamo la possibilità di vivere “più” meglio i nostri giorni.

Concludo. La tappa di domani mi vedrà arrivare al lago du Berget. Non potendo passare nel tunnel che attraversa la montagna che sovrasta il lago, interdetto ai pedoni, dovrò fare un dislivello di500 metriper scendere poi sulle rive del lago che percorrerò fino a Chambery, la ex-meta di oggi.

Comunque domani è un altro giorno.


NOTE TECNICHE
Tappa:
  • Numero: 30
  • Giorno: sabato 14 luglio 2012
  • Partenza: Arbignieu
  • Arrivo: Bordeau Yenne
  • Pernottamento: Yenne
Distanza:
  • 28 14 km percorsi oggi
  • 873 859 km percorsi dall'inizio del cammino
  • 1539,3 1553,3 km mancanti per concludere il cammino



 




ENGLISH VERSION


I depart from Belley with the poncho. It rained during the night with many thunders and this morning the temperature decreased a lot. I think that we are around 16 degrees. Just out Belley I see a path along the river that follows the road. I go down along the scarp and I walk with pleasure on this dirty road. It stops raining. I take off the poncho. The path separates from the road after a kilometer. I ask to a rower that I meet. I must return on the road. A beautiful state highway that crosses the mountains. I finally reach the Rhone. Another important river in the history. The Savoia begins on the other side of the bridge. This was the sabaudo territory of the Savoia. I think that soon I will arrive in Italy. But, unfortunately, I start to have intestinal problems. Probably removing the poncho the temperature was still low and I was sweaty. I can’t go on anymore. I must stop!

At two kilometers there is Yenne. I will rest there and, dividing the stage in two parts today, I will lose the day of advantage that I had. But the advantage served to this. I have done only 9km on 32. So I will write more today.

I remain in the hotel, I look for some heat and I take a warm shower. The internet connection that I find is cheap: hotspot. I tried it already in the past and I have not succeeded in sending files. This means that I will use the internet key. In the afternoon I go out and I go toward the Rhone. The water is green emerald. The shores are low in this stretch but after few meters it enters into the mountain. I tour the village.

Not bad, but it’s full of flowers. Flowers for every cause: a fountain with the flowers, a small canal covered by flowers. I noticed that every village has a great flower shop.

French people are very clever to make beautiful also a normal thing. I believe that this thing will weigh on me at my return. I will get use to see the abuse of beautiful things again. But it will be very difficult. One of the secondary motives for this Path are the rebellion that I wanted in spending the rest of my life in the mediocrity of the daily things.

I explain this concept better. I’m fed up about the bins full for 310 days a year, that become the normality for the eyes that just ignore them. It is a normality that gnaws and forces, unconsciously, a person to do consequential things: I throw the dirty handkerchief where there are others, the packet from the window of a car etc, so I cannot dirt what it is dirty already. Till now I noticed, in all of the France that I crossed, the culture of the beautiful, of the clean, also observing the young people. I’m sorry to write these things, but it is the truth. An event instilled a repressed anger inside me.

Appreciating a particular part of a village, a man asked me: "but isn’t your city not in this way?" At my uncertain answer he added: "how is Naples?" These are things that hurt a lot and you cannot answer in the correct way.

I tried to say that not everything that the mass media say it is the truth and that the positive things don't hit the headlines often. I concluded that Naples is one of the most beautiful cities of the world. And I’m sure about this! But we give up about the possibility to live "more" better our days.

I conclude. The stage of tomorrow will bring me to the lake “du Berget”. I cannot pass in the tunnel that crosses the mountain that overhangs the lake, interdict to the pedestrians, so I must climb for 500 meters and then to go down on the shores of the lake that I will cross up to Chambery, today's ex-destination.

Tomorrow is another day however.


TECHNICAL NOTES
Stage:
  • Number: 30
  • Day: Saturday July 14th 2012
  • Departure: Arbignieu
  • Arrival: Bordeau Yenne
  • Overnight stay: Yenne
Distance:
  • 28 14 km crossed today
  • 873 859 km crossed by the beginning of the path
  • 1539,3 1553,3 missing km to conclude the path

Tappa 29: Hostiaz - Arbignieu


È piovuto stanotte e si è bagnata la parte dei piedi del sacco a pelo. E la temperatura è scesa di parecchio. Ho sentito freddo. Ora devo arrivare il più presto possibile a Belley. Parto verso le 4:30. È buio ma sono su strada e qualcosa si vede.

Meno male che la strada scende di quota. Ho fame, parecchia! Al primo posto possibile devo mangiare soprattutto zuccheri. Continuo a prendere integratori, ma sento che ho bisogno di zucchero. Piove ancora ma all’orizzonte rischiara e sembra che ci sia qualche sprazzo di azzurro. Sotto la mantella, comunque, sono già bagnato. Ho messo solo la maglia intima così ho ancora una camicia di ricambio. Non ho visto come si chiama il paesino ma c’è una pasticceria/forno aperta. Mangio senza gustare. Solo per ingerire cibo. Proseguo e, finalmente, cessa di piovere. Mi tolgo il poncho e decido di mettermi i sandali.

Non manca molto per Belley. Arrivo col sole e trovo subito l’ufficio del turismo. Molto bello! Mi guardano e mi dicono: «Santantelm!» Mi chiedo se non è un lebbrosario. Mi spiegano come arrivarci e una volta sul posto vedo un palazzone a ferro di cavallo bellissimo. Cameretta al 2° piano con ascensore e lavabo per 24 euro. Una volta in camera faccio subito il bucato e stendo come posso ad asciugare. Internet è nel corridoio dell’accoglienza. Bene, stasera ho parecchi invii da fare.

Scendo per mangiare e un tizio mi dice che c’è frere Theodore che devo conoscere essendo io italiano. Va bene. Andiamo subito e ne è valsa la pena. È stato frate superiore dell’ordine dei “Freres de la Sainte-Famille de Belley”. È spagnolo ma parla 5 o 6 lingue fra cui l’italiano (benissimo). Mi ha mostrato la sede e ha fatto un excursus storico dell’ordine partendo dalla rivoluzione francese. Quando siamo arrivati al punto interessante inerente al fatto che la rivoluzione ha disperso tutto il patrimonio ecclesiastico del tempo, lui ha aggiunto che la chiesa era troppo ricca e troppo vicina ai ricchi. Un bell’incontro. Dopo aver eseguito gli invii del 9, 10 e 11 scorsi, sono andato a visitare la cattedrale e all’ufficio postale per spedire tutte le carte geografiche che ho comprato lungo il Cammino insieme al paio di scarpette da trekking leggere che avevo nello zaino. Niente di meno pesavano 2,180 kg. Il fatto di essere riuscito a liberarmi di tanto peso mi mette un’allegria!

Ho riscontrato un problema con le fotografie. Mi vengono scaricate in formato “.tec”. Non riesco ad aprirle. Nicola è stato già avvertito del problema per cui ora invio le descrizioni e successivamente le foto.

A domani.

I sassolini di oggi, venerdì 13 luglio 2012, sono per i monaci e le monache di Mont Saint Michel.


NOTE TECNICHE
Tappa:
  • Numero: 29
  • Giorno: venerdì 13 luglio 2012
  • Partenza: Hostiaz
  • Arrivo: Arbignieu
  • Pernottamento: Belley
Distanza:
    • 33 km percorsi oggi
    • 845 km percorsi dall'inizio del cammino
    • 1567,3 km mancanti per concludere il cammino




 ENGLISH VERSION


Tonight it rained and the sleeping bag got wet downward. The temperature decreased a lot. I felt cold. I must reach sooner as possible Belley now. I depart toward 4:30 a.m. It is dark but I’m on a road and I see around me discreetly.

Badly that the road goes down of altitude. I am hungry! I must eat in the first place that I find, above all sugars. I continue to assume supplements, but I feel that I need sugar. It still rains but I don't see clouds to the horizon. I am wet under the mantle however. I wear only the undershirt, so I still have a change of suite. I didn’t see the name of the village but there is an opened confectionery / bakery. I eat without tasting, only to ingest food. I continue and it stops raining finally. I remove the poncho and I decide to put on the sandals.

Belley is not too far. I arrive while there is still the sun and I immediately find the travel bureau. It’s very beautiful! They look at me and they say: "Santantelm!I " I hope that it is not a leper colony. They explain to me how to arrive there and once that I arrived I see a very beautiful building. My room is at the 2° floor with elevator and sink, at the price of 24 euro. I arrive in my room and I make the laundry immediately and I stretch the cloths. Internet is in the corridor. Tonight I have to send a lot of files.

I go down for eating and a guy tells me that there is “frere Theodore”, that I must know him because I’m Italian. It is all right. Is go immediately and it has been worth the trouble. He has been the superior monk of the order of the "Freres de le Sainte-Famille de Belley." He is Spanish but he speaks 5 or 6 languages, among which Italian (very well). He showed me the base and he told me about some orders, breaking off from the French revolution. When he started to say that the revolution dispersed the whole ecclesiastical patrimony of the time, he added that the church was too much rich and too much close to the rich people. It was a beautiful meeting. I visited the cathedral after having sent the files, and I went to the postal office to send all the maps that I bought along the Path, together with the pair of light trekking shoes that I had in the knapsack. They weighed 2,180 kg. I am happy to free me of so much weight!

I noticed a problem with the photos. The unloading is in format ".tec" and I didn’t succeed in opening it. Nicola has been warned already about this problem and so I dispatch the descriptions and subsequently the photos now.

See you tomorrow.

Today's pebbles, Friday July 13th 2012, are for the monks and the nuns of Mont Saint Michel.


TECHNICAL NOTES
Stage:
  • Number: 29
  • Day: Friday July 13th 2012
  • Departure: Hostiaz
  • Arrival: Arbignieu
  • Overnight stay: Belley
Distance:
  • 33 km crossed today
  • 845 km crossed by the beginning of the path
  • 1567,3 missing km to conclude the path

Tappa 28: Douvres - Hostiaz

Parto un po’ più tardi del solito perché spero che spiova. Niente da fare. Piove, pioviggina, spiove e ripiove. Le salite sono più nette e sudo come un cavallo. Noto che la coscia mi fa meno male in salita. Passo per paesini di montagna molto piccoli. Hanno quasi tutti il nome che finisce con “az”. Non mi azzardo a usare il cellulare per fotografare perché ho paura che possa prendere umidità. L’ho avvolto in carta igienica e messo al centro dello zaino insieme al tablet. Tanto avrò modo di fare qualche foto in montagna. 

Arrivo a Ordonnaz che sono in riserva già da qualche chilometro. Poche case e chiesetta chiusa. Abitanti invisibili. Che faccio? Cerco una tana! Sono fradicio di sudore. Non ho niente da mangiare se non ancora un po’ di muesli. Acqua ce n’è! Il problema della Francia è che ha poche case abbandonate o diroccate. E così mi trovo in penuria di tane. Ecco una classica villa in legno e lamiera. Entro. Che disordine. Però è asciutta. Ma sì, speriamo che di zecche non ce ne siano (sono ancora col prurito di quella di ieri). Mi cambio e noto che in queste villette mancano sempre gli appendini! Sono solo le 18. Che faccio? Come passo il tempo prima di addormentarmi? Mah, intanto mi stendo sul mio sacco a pelo. La temperatura è fresca e il mio orologio mi dà 500 metri di altitudine. I piedi, le gambe e le spalle fremono nel rilassamento e quasi mi dolgono. La coscia sinistra sembra quasi atrofizzata mentre la gamba destra, quella bionica, mi dà un vago accenno a un dolorino. Domani devo camminare poco, promesso. Però, che aria pura!


NOTE TECNICHE
Tappa:
  • Numero: 28
  • Giorno: giovedì 12 luglio 2012
  • Partenza: Douvres
  • Arrivo: Hostiaz
  • Pernottamento: Ordonnaz
Distanza:
  • 32 km percorsi oggi
  • 812 km percorsi dall'inizio del cammino
  • 1600,3 km mancanti per concludere il cammino


ENGLISH VERSION


I depart later because I hope that it stops raining. Unfortunately it is not stopping. It rains, then it stops and then it rains again. The slopes are more difficult and I sweat a lot. However my thigh hurts me in the slope. I across very small mountain village. All of them have the whole name that ends with "az." I don't want to use the cellphone to photograph because I am afraid of the damp. I covered it with the toilet paper and I put it into the center of the knapsack, together with the tablet. I reach Ordonnaz and I am without strengths from some kilometer. I see few houses and the church is closed. I don't see inhabitants. What can I do? I look for a shelter! I am soaking wet. I haven’t anything to eat apart from the mueslis. I have some water at least! 

The problem of the France is that it has few abandoned or ruined houses. And so, I haven’t a shelter. I see a traditional wooden manor and I go in. What a messy. However it is dry. I hope that there are no mints (I still have the itch for yesterday's mint). I change my clothes and I see that these manors always haven’t the coat hanger! It’s only 18 p.m. What can I do? How can I spend my time before sleeping? Well, I stretch myself out in my sleeping bag meanwhile. The temperature is fresh and my clock marks 500 meters altitude. The feet, the legs and the shoulders hurt me. The left thigh seems wasted while the right leg, the bionic one, hurts me slightly. Tomorrow I must walk less than today, I promise. However, what a pure air!

TECHNICAL NOTES
Stage:
  • Number: 28
  • Day: Thursday July 12th 2012
  • Departure: Douvres
  • Arrival: Hostiaz
  • Overnight stay: Ordonnaz
Distance:
  • 32 km crossed today
  • 812 km crossed by the beginning of the path
  • 1600,3 missing km to conclude the path