martedì 24 maggio 2016

Tappa 19: La Charité sur Loire - Nevers


Verso Bernadette

Partenza ore 6. Piove. Tutti quelli che incontro mi dicono che sta piovendo così dal mese di aprile. Il percorso è piacevole per un tratto e poi preferisco tagliare verso la meta senza seguire la curva della Loira. La strada è pericolosa con curve senza banchina. La coscia mi fa male. Canto, parlo con gli animali (non preoccupatevi! Non rispondono!) che mi guardano perplessi. Prima una lepre e poi uno scoiattolo si affacciano sulla strada e poi scappano. Ci sono moltissimi campi di grano.

Sembra di stare in Daunia. Solo che qui non ancora mietono mentre da noi avranno già la farina. Sono quasi a Nevers. Smette di piovere. Ho dimenticato di dire che credo qui piova solo quando si inizia la tappa, non quando la si termina.

La periferia è molto lunga con una infinità di industrie. Passo sulla ferrovia e finalmente entro nel paese.

Entro in un bar: «pelleren?» (da che cosa l'avranno capito?). Albergo per pellegrini! E mi spiegano dov’è. Ci arrivo subito. Si chiama “Espase Bernadette!”. Sembra enorme. All’accettazione mi dicono: 26 € con petit dejuner. Ottimo. Primo etage con ascensore e mi mostrano una piccola camera con lavabo. I servizi in fondo. Va benissimo! Doccia e bucato. Ritrovare la camera è un problema, non siamo mica in un bosco! Sbaglio corridoio e mi trovo davanti una camera aperta con un piccolo baldacchino con una fotografia di alcuni lettini di un antico ospedale. Sulla porta c’è una scritta:

Infermeria S. Croce
Dove morì Santa Bernadette
16 aprile 1879


Bernadette Soubirou! Mi sembra incredibile! Un crocifisso alla parete e un altarino con un vaso di fiori.

Dove sono era un ospedale e qui ha prestato la sua opera Suor Bernarda (Bernadette) dopo i fatti di Lourdes e qui è morta. Uno dei film che mi ha sempre commosso è “Bernadette”. Ed io dormirò nello stesso stabile sullo stesso piano. Ma non è tutto, nel giardino c’è la cappella dove giace il corpo della santa. Mi ci reco subito e resto estasiato e felice di trovarmi lì.

Leggo che in tutte le riesumazioni eseguite il corpo è stato trovato sempre intatto ma, per legge ecclesiastica, hanno ricoperto con uno strato di cera il suo viso e le sue mani. Che posto incantevole!

I casi del Cammino! Sono emozionato. Riposo pochi minuti prima di uscire a fare quattro passi senza zaino. Il paese è carino, una bella cattedrale dedicata a San Cyr, un palazzo ducale e la chiesa di S. Etienne che fu costruita dai monaci di Cluny (Renzo sarà contento di tutte le foto che gli darò al mio rientro). Riposo con sacchetto di ghiaccio sulla coscia e pomata sulla bellissima abrasione verso l’inguine. Credo che questo problema alla coscia sia nato nell’ultimo riposo di Gien. Non credo che una giornata di sosta faccia bene. Forse si potrebbe camminare per una decina di km soltanto avvicinandosi alla meta della tappa successiva. Devo riflettere e verificare questa asserzione. Fra poco si cena e dopo ci sarà la finale degli europei di calcio. Qui c’è una bella sala televisione. La cena fa capire lo spirito di questo posto: probabilmente siamo pochi ospiti visto che è domenica sera e i visitatori sono andati via. Ci sono due tavoli con quattro posti apparecchiati e un biglietto su ogni tavolo che dice: sul frigo ci sono due pietanze, nel frigo c’è l'insalata e i formaggi e la frutta è sul tavolo. Buon appetito e dopo sparecchia. Sono stato fortunato di aver incontrato questo posto. Vado a vedere la partita.

I sassolini di oggi, domenica 1 luglio 2012, sono per:
  • Vilma
  • Michela
  • Gianna
  • Ottorino
  • Giuseppe Pittore


 


ENGLISH VERSION


Toward Bernadette 

I leave at 6 a.m. It rains. All people that I’m meeting tell me that it is raining in this way from April. The path is pleasant for a stretch but then I prefer to cut toward the destination without following the curve of the Loira. The road is dangerous with curves without bench. My thigh hurts. I sing, I talk to the animals (don’t worry! They don't answer!) that look at me perplexed. Before a hare and then a squirrel come out on the road and then escape. There are a lot of cornfields.

It seems to be in Daunia. Except that here they don’t reap yet while in Daunia they are getting the flour already. I’m almost in Nevers. It stops raining. I forgot to say that I think that here it rains only when the stage begin, not when it finishes.

The outskirts is very long with an infinity of industries. I pass on the railroad and finally I enter in the village.

I go in a cafe: "pelleren?" (from what they understand this?). I’m looking for the Hotel for the pilgrims! And they explain to me where it is. I go there immediately. Its name is "Espase Bernadette!". It seems enormous. At the reception they tell me: 26 € with petit dejeuner. Excellent. I go up to the first etage with the elevator and they show me a small room with sink. The toilet is at the bottom. It’s ok! Shower and laundry. To find again the room is a problem, we are not at all in a wood! I mistake the corridor and I arrive in front of a room open with a small canopy with a photo of some beds of an ancient hospital. On the door there is an inscription: "Infirmary S. Cross. where Saint Bernadette died. April 16th 1879."

Bernadette Soubirou! It seems to me unbelievable! A crucifix on the wall and an altar with a vase of flowers.

This was a hospital and here sister Bernadette lended her support after the events of Lourdes and here she died. One of the films that always moved me was "Bernadette." And I will sleep in the same stable in the same floor. But it’s not enough, in the garden there is the chapel where the body of the Saint lies. I immediately go there and I’m delighted and happy to be there.

I read that, in all the performed exhumations, the body has been found always intact but, for ecclesiastical law, they covered with a coat of wax layer her face and her hands. What an enchanting place!

The cases of the Path! I am excited. I rest a few minutes before going for a stroll without knapsack. The village is nice, there is a beautiful cathedral devoted to St. Cyr, a ducal palace and the church of S. Etienne that was built by the monks of Cluny (Renzo will be happy about all the photos that I will give him at my return). I rest with a bag of ice on the thigh and a ointment on the beautiful abrasion on the groin. I think that this problem at my thigh was born in the last rest of Gien. I don't think that one day of rest is a good idea. Maybe I could walk only for about 10 km approaching the destination of the next stage. I have to reflect and to verify this affirmation. Soon I have dinner and there will be the ending of the Europeans of football later. There is a beautiful television room here. The dinner suggests the spirit of this place: probably we are few guests considering that it is Sunday evening and the visitors went away. There are two tables with four cover-charges and a ticket on every table that says: there are two dishes on the refrigerator, there are salad and cheese in the refrigerator and the fruit is on the table. Bon appetite and later they clear away. I was fortunate to have met this place. I go to see the match.

Today's pebbles, Sunday July 1st 2012:
  • Vilma
  • Michela
  • Gianna
  • Ottorino
  • Giuseppe Pittore

Tappa 18: Saint-Satur - La Charité sur Loire


 

Partenza come al solito alle 6. Lascio Saint Satur e, attraversato il lungo ponte comincia a piovere. Metto il poncho sia allo zaino che a me stesso dopo aver tolto la camicia. La pioggia aumenta. Spengo il cellulare. Il tablet è nella sua  custodia al sicuro e penso che non ho ancora adoperato il caricabatteria a raggi solari né gli occhiali da sole e né il cappellino. Sinceramente, però, non so se è preferibile il sole alla pioggia. Se immagino, per esempio, una giornata di sole pieno mi viene in mente che almeno la bottiglia da 2 litri dovrei portarmela e significa aumentare il peso di 2 kg.
Significa avere i piedi bollenti e rischiare qualche vescica ed infine sudare abbondantemente e faticare di più. Però si potrebbe fare un po’ dell’uno e un po’ dell’altro. Non sarebbe male. Comunque mi pare di capire che qualsiasi cosa avviene non va mai bene. Incontro parecchi bikers. Il percorso è uguale in queste condizioni diventa monotono. Passo decine di minuti senza guardarmi intorno. Penso soltanto ad andare avanti e alla Loira che è in secca: ma come fa ad esserlo se piove così tanto? I ponti che ho attraversato sono chiaramente fatti per sopportare livelli molto più alti di acqua. Mah! Meno male che oggi la tappa è breve, solo 25 km. Se continuo così arrivo per mezzogiorno.

La Charité è un grosso paese (relativamente agli altri) un po’ disordinato (rispetto agli altri). Da sotto a questo poncho e con questa mancanza di colori è triste. Trovo un triste hotel con triste camera senza toilette ma con doccia. Guardo il mio interno coscia: la lunga striscia rossa è diventata violacea. Devo provvedere. Mi lavo e faccio il bucato (anche se non ce n’era bisogno perché sarebbe bastato strizzare gli indumenti). Pomata e riposo. Più tardi vado in farmacia per qualche garza. Dormo un’oretta e quando mi sveglio sento dolorini anche all’altezza delle anche. Controllo torcendomi col busto e vedo abrasioni della pelle anche lì. La fascia dello zaino che poggia a quell'altezza, con la pelle sempre bagnata sta facendo danni. Ed è un problema perché posso camminare con le gambe allargate ma non posso poggiare lo zaino su altre parti. Inoltre, uscire ora significherebbe bagnare anche gli altri indumenti e non aver il tempo di farli asciugare per domani mattina. In effetti durante un Cammino problemi che sono piccoli nella vita di tutti i giorni diventano di importanza enorme e viceversa. Temporeggio, speriamo che smetta di piovere. Intanto non ho internet. Potrei usare la pennetta ma costa 6 € a collegamento e per inviare quanto ho scritto oggi e senza foto non mi sembra il caso.

Niente da fare, piove di brutto. Non esco. Mi dispiace di non vedere il paese.

I sassolini di oggi, sabato 30 giugno 2012 sono per:
  • Anna
  • Costantino
  • Giulia
  • Marisa
  • Franco



ENGLISH VERSION 

The Departure is at 6 a.m. as usual. I leave Saint Satur and, crossed the long bridge, it starts raining. I put the poncho both on the knapsack and on myself, after having removed the shirt. The rain increases. I switch off the cellular. The tablet is safe in its custody and I think that I have not used the solar battery charge, the sunglasses and neither the bonnet yet. Sincerely, however, I don't know if the sun is better than the rain. If I imagine a sunny day, for example, I think that I should bring the bottle of 2 liters and this means to increase the weight of 2 kg.
It means to have hot feet and to risk some bladder and finally to sweat abundantly and to have difficulty to walk. But it would be amazing having sometimes the rain and sometimes sun in the same day. Yes, it would be great. However it seems to me that whatever happens it’s never ok. I meet quite a lot of cyclists. The path is equal in these conditions and it becomes monotonous. I walk about ten minutes without looking around me. I think only to go on and to the Loira that is dried up: but how is it possible if it’s raining so much? The bridges that I have crossed are clearly made for sustaining higher levels of water. Well! It’s a good thing that today the stage is short, only 25 km. If I continue in this way I will arrive at midday.

The Charité is a big village (proportionally to the others), a little sloppy (in comparison to the others). I feel sad under this poncho and with this lack of colors. I find a sad hotel with a sad room without toilet but with shower. I look at my thigh: the long red bruise has become purplish. I must provide. I wash myself and I launder (even if it was needless because it was enough to squeeze the clothes). I use the ointment and the I take a rest. I will go to the chemist’s for some gauze later. I sleep an hour and when I wake up I feel pain also at the hip. I check rolling my bust and I see abrasions of the skin. The band of the knapsack that leans on that height, is making damages with the wet skin. And it is a problem because I can walk with the legs open but I cannot lean the knapsack on other parts. Moreover, to go out would mean to dip other clothes and not to have the time to make them dry for tomorrow morning now. In fact during the Path the minor problems in the life of every day become very important and vice-versa. I temporize, I hope that It stops raining. Meanwhile I haven’t internet. I could use the internet dongle but it costs 6 € to connect and to send this part of diary, and then it doesn't seem to me the case without photos.

Nothing doing, It rains cats and dogs. I don't go out. I am sorry not to see the village.

Today's pebbles, Saturday June 30th 2012:
  • Anna
  • Costantino
  • Giulia
  • Marisa
  • Franco

Tappa 17: Les Henrions - Saint-Satur


Il supplizio di Sisifo 


Parto alle 6 da Beaulieu ma non ho recuperato bene. Ho messo una garza elastica alla coscia sinistra perché il muscolo Vasto mi fa vedere le stelle. Durante il cammino mi provoca delle fitte molto forti. Provo con la fascia. Esco dal paese e mi trovo davanti, dopo un paio di chilometri, la centrale nucleare. È una sensazione molto forte e difficile da capire. Per uno come me che è contro il nucleare è strano trovarsi a tu per tu davanti ad una centrale del genere. Immediatamente vado alla ricerca di segni... Vedo due cavalli in un recinto che mi vengono incontro: uno dei due ha gli occhi cerulei e la criniera molto fluente: segno! Intanto annuso l’aria ma non sento odori particolari. Campo di grano proprio a ridosso dell’impianto: mi sembrano spighe normali. Mucche! Lancio un muggito e una di loro mi risponde con un altro muggito lunghissimo: segno? Mucca con vitellino appena nato: ha una testa sola. Mi sembra proprio normale. Un contadino abita proprio lì: mi saluta normalmente. Mah, mi sembra tutto normale. Comincia a piovere: ma piove dalle nuvole normali o da quelle create dalla centrale che sono ben visibili? Io intanto mi metto il poncho e stasera lo lavo. Respiro col naso così filtro meglio l’aria. Ci sto girando intorno e, in men che non si dica, arrivo a Belleville. A un km dalla centrale! 
Incredibile! Tante belle villette con giardino e gazebo con tavoli per mangiare all’aperto. Mah! Proseguo verso Léré. È a 6 km. Oggi non posso camminare tanto. Mi fa male la coscia. Leggo che Cosne-Cours-sur-Loire è a 11 km: ne ho fatti 12, si può fare.
Arrivo a Cosne verso l’una. L’ufficio turismo ha chiuso e riapre alle due. Mangiucchio qualcosa e non vedo l’ora di andare in camera per togliermi la fascia che ha lenito poco il dolore. Finalmente l’ufficio riapre: per meno di 60 euro non si trova niente. Cosa faccio? Chiedo: «quanto dista Saint-Satur?» «8 km». Beh, in due ore si può fare. Vabbè, facciamo uno sforzo e proseguiamo. Dopo 1 km, all’uscita del paese chiedo ad un gruppo di bocciofili: S. Satur? È a 10 km e posso prendere, immediatamente dopo del ponte, La loire à Vélo che mi porta dritto dritto a destinazione. Dopo il ponte vedo il segnale della bici ma chiedo al bar per non sbagliare. Si, è proprio quella la stradina. «A quanti km c’è S. Satur?» «Che è, a 12 km?» Mi sembra il supplizio di Sisifo, quando stava per arrivare in vetta col suo globo sulle spalle, rotolava in basso. La stessa cosa: più vado verso la meta e più aumentano i km. Cammino veloce con un’andatura sbilenca. Posso farcela in 2 ore e mezza. Alé, forza e coraggio. Vado sui 5 all’ora. Conto a orecchio: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7… Cartello: “Saint-Satur 10 km”.
Resto basito con lacrime in attesa. Ma fossimo su scherzi a parte? Non è possibile, si sono sbagliati più o meno tutti? 
Non ci credo. Proseguo. Papà con bambino che pescano nel canale. «Quanto dista S. Satur?» Risposta: «Esattamente 2,5 km, a cento metri c’è il cartello». «Ma il precedente?» «No, quello è sbagliato». Cosa si pensa della mamma di chi ha fatto quell’errore? E allora via, in mezz’ora sarò sotto la doccia. Dopo 20 minuti incontro una donna con cane: «sono arrivato?»
«Certo, mancheranno si e no un paio di km». La donna vede il mio sguardo e corre ai ripari: «ma posso anche sbagliarmi!» 
La saluto a malapena e dopo 10 minuti sono alla meta. Conti alla mano dovrebbero essere 37 chilometri. Trovo la camera, mi tolgo subito la fascia e vedo la cretinata che ho fatto: là dove finisce la fascia, nella parte interna della coscia e tutto arrossato con rosso carne a vista. Che fare? Pomata e restare con le gambe aperte il più a lungo possibile. È in questa posizione che vi sto scrivendo sul letto. E domani come faccio?
CI PENSA SAN MICHELE!
buona notte

I sassolini di oggi, venerdì 29 giugno 2012, li dedico a:
  • M. Grazia
  • Annetta
  • Lucia
  • Enrico
  • Signora D’Alessandro






  ENGLISH VERSION


The Sisifo’s torture

I leave Beaulieu at 6 o'clock but I didn’t recover well. I have put an elastic band to the left thigh because the Vast muscle makes me see stars. During the path this muscle provokes me very strong pangs. I try with the band. I go out from the village and I arrive, after a pair of kilometers, in front of the atomic power station. It is a very strong feeling and it’s difficult to understand. For a man like me, that is against the nuclear, it is strange to be in front of a station like this. I go immediately to look for signs... I see two horses in an enclosure that come to me: one of them has cerulean eyes and a very flowing mane: It’s a sign! Meanwhile I smell the air but I don't feel particular odors. There is a cornfield behind the station: they seem normal spikes to me. I see some cows! I give a mooing and one of them answers to me with another long mooing: Is it a sign? There is a Cow with a little calf that is just born: it has only one head. It seems really normal to me. A farmer lives there really: he greets me normally. Well, everything seems normal to me. It starts to rain: but does it rain from normal clouds or from those created by the atomic power station that are well visible? Meanwhile I wear the poncho and tonight I will wash it. I breathe with the nose so I filter better the air. I am turning around the atomic station and, in no time, I arrive in Belleville. It’s one km far from the atomic station! 
Unbelievable! So many beautiful cottages with garden and gazebo with tables to eat at the open air. Well! I continue toward Léré. It is 6 km far. I cannot walk so much today. My thigh hurts. I read that Cosne-Cours-sur-Loire is 11 km far: I did 12 of them, it can be done. 
I reach Cosne at about 1 p.m. The travel bureau is closed and it reopens at two o'clock p.m. I eat something and I can hardly wait to go in my room to get away the band that calmed a little the pain. The travel bureau finally reopens: for less than 60 euro there’s nothing. What Can I do? I ask: "how far is Saint-Satur?" "It’s 8 km far." Well, in two hours I can handle it. Ok, let’s make an effort and continue. After 1 km, at the exit of the village I ask to a group of bowls players: How far is S. Satur? It is 10 km far and I can follow, immediately after the bridge, the Loire à Vélo that will bring me to my destination. After the bridge I see the signal of the bike but I ask to the cafe to be sure. Yes, it is really that the street. "How far is S.Satur from here?" "I think that it is 12 km far " It seems to me the Sisifo’s torture, when he was arriving at the summit of the mountain, his globe, a great rock that he carried on his shoulders, rolled down. It’s the same thing: more I go toward the destination, more the km increase. I walk fast with a lopsided pace. I can succeed in 2 hours and a half. Come on, you can do it. I walk 5km/h fast. I count in my mind: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7… road sign: "Saint-Satur 10 km." 
I stay without words with tears in waiting. But were we on Joking Aside? It is not possible, was everybody wrong?
I can't believe it. I continue. I see a dad with a child that fish in the canal. "How far is S. Satur?" Answer: "They are exactly 2,5 km, at one hundred meters there is the roadsign." "But the preceding one?" "No, that is wrong." What can we think about the mother of whom made that error? And so come on, in a half I will be under the shower. After 20 minutes I meet a woman with a dog: "Am I arrived?"
"Of course, a pair of km are missing". The woman sees my sight and battens down the hatches: "but I can mistake!" 
I hardly greet her and after 10 minutes I arrive to my destination. Calculating the distance they should be 37 kilometers. I find the room, I immediately remove the band from my leg and I see the foolishness that I have done: where the band ends, in the inside part of the thigh it’s all turned red, a blood red. What Can I do? I use the ointment and I stay with my legs open for a long time. It is in this position that I am writing to you on the bed. And tomorrow what can I do? 
ST. MICHAEL WILL SEE TO IT!
Good night

Today's pebbles, Friday June 29th 2012:
  • M. Grazia
  • Annetta
  • Lucia
  • Enrico
  • Signora D’Alessandro

martedì 3 maggio 2016

Tappa 16: Gien - Les Henrions

 

Tappa difficile. La più difficile.

Partenza piacevole e dopo 500 metri il percorso entra in un lungo campo in cui è stata appena tagliata l’erba. Non si sa, pertanto, cosa ci fosse sotto la superficie e, quindi, il piede poggia con sorpresa. Non solo, ma per poter fare il passo bisogna portare le ginocchia molto in alto. Provatelo a fare con uno zaino di 10 kg sulle spalle! È come fare un esercizio che non finisce mai in palestra. Dopo circa 1 km decido di attraversare il tratto che mi separa dalla statale. L’erba accatastata raggiunge i 70 cm di altezza e per aggiungere l’asfalto devo salire un terrapieno molto ripido.

Ma tutto va bene pur di smetterla con l’esercizio delle ginocchia al petto.
Dimenticavo: ovviamente l’erba era bagnata, sennò era troppo semplice! Dopo 3 km di strada molto pericolosa per mancanza di banchina, vedo di nuovo il sentiero della “Loire à vélo” e lo raggiungo con altre peripezie. Comincio a percorrerlo e dopo una cinquantina di passi vengo attaccato da miliardi di elicotteri nucleari che mi fanno nuovo nuovo: i Mosquitos. Comincio a muovere le braccia per togliermeli di torno. Stacco un ramo fronduto (si può dire fronduto? comunque con foglie) e lo ondeggio velocemente ottenendo qualche risultato. Nel frattempo, però, gli elicotteri avevano colpito provocando molti danni. Sono tutto un prurito. Orecchie, mani e le braccia sono bianche per i ponfi. Cerco di raggiungere nuovamente la statale e con questa arrivo a Châtillon. Cerco un hotel perché con tutte queste battaglie sono duramente colpito, ma non ancora affondato! Penso di prendere un antistaminico. Sono le 10:30. Non posso fermarmi dopo soli 20 km, anche se mi sembra di averne fatti 30. Decido di uscire da Châtillon e mi fermo al bar all’uscita dal paese perché ho la bottiglia dell’acqua vuota (75cl). La gentile barista dagli occhi tristi mi dice che posso andare a riempirla nel parco lì vicino. Resto senza parole. Conto fino a tre. Mi fa pena! Credo che nei suoi primi 25 anni abbia capito poco della vita. Le auguro di aver miglior profitto in seguito. Al parco c'è una fontana di ferro antica con una piccola ruota sopra. Basta farla girare e l’acqua esce. Fatto il pieno continuo fino a Beaulieu, da cui vi resoconto. Prendo un sentiero a sinistra dell’antico canale di fianco alla Loira. Non è “la Loira à vélo” per cui non è ben tenuto, c’è l'erba un po’ alta ma sono solo 7 km.

Una faticaccia sotto il sole che richiederebbe cappellino e occhiali. Ma chissà dove sono nello zaino!

Arrivo a Beaulieu. Il piccolo hotel è tipico dei libri di Simenon. Ok. È anche economico. Ma la ragione principale che mi convince ad entrare, è che non potrei fare dieci metri in più.

Per informazioni ai ciclisti della Loire à vélo do i riferimenti dell’hotel:

HOTEL RESTAURANT AUBERGE DE BEAULIEU
Place d’Armes 45630 Beaulieu-sur-Loire
Tel. 02 38 35 89 89

Buonanotte

Sassolini di giovedì 28 giugno 2012 dedicati a:
  • Maria Rosaria R.
  • Giulia
  • Lisa
  • Silvia
  • Federico Ce

 


English Version

Difficult stage. The most difficult.

A pleasant departure and after 500 meters the path goes into a long field in which the grass has just been cut. It’s unknown, therefore, what is under the surface and so the foot leans with surprise. Not only, but I have to bring very aloft the knees to walk. Try this with a knapsack of 10 kg on the shoulders! It is as to make an exercise in gym that never ends. After 1 km I decide to cross the stretch that separates me from the state highway. The collected grass reaches the 70 cm of height and I must climb a very steep embankment to reach the asphalt.

But everything is all right, if only the exercise of the knees to the breast would stop.

Oh, I nearly forgot: obviously the grass was wet, if not it was too much simple! After 3km of very dangerous street for the absence of the bench, I see again the path of the "Loire à vélo" and I reach it after other mishaps. I start to cross it and after fifty footsteps I am attached by million of nuclear helicopters: the Mosquitos. I start to shake my arms to remove them from my body. I break a vigorous branch (can it be said vigorous? however with leaves) and quickly I sway it getting some result. In the meantime, however, the helicopters had hit provoking many damages. I am all an itch. Ears, hands and arms are white for the wheals. I try to reach again the state highway and thanks to it I reach Châtillon. I look for an hotel because with all these battles I am harshly exhausted, but not sunk yet ! I think about taking an antihistaminic. It’s 10:30. I cannot stop after only 20 km, even if it seems to me to have done 30 of them. I decide to go out from Châtillon and I stop at the café, at the exit of the village, because the bottle of water (75cl) is empty. The kind barmaid, with sad eyes, tells me that I can go to fill the bottle at the park nearby. I remain without words. I count up to three. I feel sorry for her! I think that in her first 25 years of life she has understood a little about life. I wish her to have good profit in the next years. At the park there is an ancient iron fountain with a small wheel above. It’s enough to turn it and water goes out. I fill the bottle and I continue up to Beaulieu, from which I write this part of diary. I take a path to the left of the ancient canal next to the Loira. It is not "the Loira à vélo" and so it’s not well preserved, there is the grass that is a bit high but they are only 7 km.

It’s a so hard effort under the sun that a bonnet and glasses are needed. But who knows where they are in the knapsack!

I reach Beaulieu. The small hotel is typical of the Simenon’s books. Ok. It’s also economic. But the principal reason that convinces me to enter, is that I could not make ten meters more.

For information, I give the references of the hotel to the cyclists of the Loire à vélo:

HOTEL RESTAURANT AUBERGE DE BEAULIEU
Place d’Armes 45630 Beaulieu-sur-Loires
Tel. 02 38 35 89 89

Good night

Today's pebbles, June 26th 2012:
  • Maria Rosaria R.
  • Giulia
  • Lisa
  • Silvia
  • Federico Ce


Riposo a Gien

 



Giorno di riposo oggi per il camminatore Michele del Giudice. Un riposo che si è lasciato desiderare... Avrebbe dovuto riposare avant'ieri (lunedì 25 giugno) ed invece ha preferito proseguire fino a Gien. Ora, ben tre tappe più avanti, si ferma per il suo secondo giorno di riposo da quando è partito da Mont Saint-Michel.

Come di consueto, vuole condividere con noi qualche suo pensiero, che riporto di seguito:

Esco di buon’ora. Giro, percorro per qualche chilometro il lungo-Loira e ritorno in centro. Mi fermo da Joffrey ad un tavolino sul passeggio dell'area verde. Prendo una bibita e parliamo. Mi mostra un catalogo interessante.  A una sessantina di chilometri da Gien c'è un comunità che costruisce con i metodi medievali (www.guedelon.fr). 

Oggi ci dò un’occhiata. Ci raggiunge il padre di Joffrey, Thierry. Un bell’incontro. Possiamo parlare di belle cose comuni… MA NON CONOSCE MONTE SANTANGELO NE LA PUGLIA NE IL GARGANO! Il 99% delle persone contattate non ci conoscono! Credo che l’azione che sta svolgendo la Regione negli ultimi tempi sia giusta: portare il brand “Puglia” in giro per il mondo. Non è possibile parlare di Gargano o Monte Sant’Angelo se prima non parli di Puglia. Anche questa “lettera” la accantoniamo per ora.

Mangiucchio qualcosa e Joffrey mi offre il caffè. Torno in camera. Devo ancora riposarmi un po’ e preparare il materiale del giorno da inviare a Nicola. Tania e Antonello non saranno contenti di tanto scritto. Domani scriverò di meno. Credo che mi fermerò a Châtillon dove c'è una centrale nucleare. È una novità anche questa.

 



ENGLISH VERSION


Day of rest for the walker Michele del Giudice. A rest that seemed hard to get... he should have rested on Monday June 25th and instead he preferred to continue up to Gien. Now, three more stages ahead, he stops for his second day of rest since when he departed from Mont Saint-Michel.
As usual, he wants to share some thought with us, that I report in succession:

I go out early. I tour, I walk for some kilometer along the Loira and I return in the square. I stop at “Joffrey” and I sit on an outdoor table in the green area. I order a drink and then we talk a little. He shows me an interesting catalog. There is a community that builds with medieval methods (www.guedelon.fr) that is far about sixty kilometers from Gien. Today I’m going there. Joffrey’s father,Thierry, reaches us. It’s a beautiful meeting. We can speak about beautiful things. But he doesn't know MONTE SANT’ANGELO, neither Puglia, neither GARGANO! The 99% of the contacted people don't know us! I believe that the action that the Region is developing in the last times is correct: to spread the brand "Puglia" around the world. It is not possible to speak about Gargano or Monte Sant'Angelo if you don't speak about Puglia before. We set aside also this "letter" for now.

I eat something and Joffrey offers me a coffee. I return in my room. I still have to rest and to prepare the material of the day to send to Nicola. Tania and Antonello won't be happy about so much writing. Tomorrow I will write less. I believe that I will stop in Châtillon where there is an atomic power station. It is a novelty.

Tappa 15: Sully - Gien

 

Parto a malincuore da Sully sia perché lascio questo ambiente così sereno e vissuto e sia perché sta piovendo. Comunque il Cammino continua. Passo davanti al castello e riprendo a destra il percorso di ieri. Oggi sono preparato sull’argomento: si chiama “la Loire à Vélo” (pronuncia “la luar a veló”). Si tratta di un itinerario di 800 km messo in sicurezza con stradina asfaltata ed in alcuni tratti in sterrato perfettamente tenuto. Si attraversano 2 regioni e 6 dipartimenti. Sono stati convenzionati 20 riparatori di biciclette e 300 punti di accoglienza per bikers. 280 km sono stati dichiarati Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Quando scrivo queste cose immancabilmente la rabbia mi assale. In un territorio bello come il nostro stiamo, a 7 anni dal primo convegno sulla Via Francigena, nelle condizioni di avere AMMINISTRATORI pubblici che non sanno cosa vuole dire CAMMINO e pensano che ideare e finanziare un percorsetto da un paesino ad un altro possa creare economia.

Lasciamola qui questa punzecchiata, ma prometto che la riprendo. La devo riprendere nel capitolo dedicato alle motivazioni che mi hanno spinto ad intraprendere questo progetto.

La stradina della larghezza di circa 4 metri è ben asfaltata e costeggia la Loira. Io sto marciando nel senso opposto al suo flusso. Sul bordo dell’asfalto comincia la vegetazione per cui il camminatore non è previsto. Non è un problema di poco conto perché camminare sull’asfalto è tremendo. Anticipo che nei 28 km di oggi ne ho fatti 23 sull’asfalto. In pratica ogni passo provoca un microtrauma alle articolazioni basse in quanto non c'è assorbimento dell’urto da parte del terreno, come invece avviene sullo sterrato, e questo, a lungo andare, porta ad infiammazioni tendinee o muscolari. Per ora non ho problemi di sorta ma non potrò camminare sempre in queste condizioni.

Il cammino giornaliero comincia quindi con la pioggia. Non si ferma un istante, è martellante, sottile. Non c'è vento. Ad ogni ansa del fiume verrebbe voglia di scattare una foto ma ho spento il cellulare: ad un tratto la sua vocina mi ha annunciato l’arrivo di una chiamata video da parte di Antonello. Ma quando mai!

Dagli alberi che sono lungo l’argine si levano in volo grandi uccelli che protestano al mio passaggio con versi che a volte sembrano umani. Per rompere la monotonia qualche volta rispondo in lingua, anzi in versi.

Non sono solo sull’asfalto. Grandi chiocciole strisciano faticosamente portandosi il loro zaino sul “corpo”. Ci somigliamo!

Ecco perché qualche volta ho sentito la parola “escargó” al mio passaggio! Con il poncho che mi copre tutto e mi provoca questa gobba sulla schiena, sono un escargot umano! Beh, non suona proprio bene però e mi dispiace per le chiocciole.
Cammino pensando a mille cose continuamente diverse, è come iniziare una lettera e poi accantonarla per iniziarne un’altra. Ma senza distruggere la precedente, la riprenderò in un altro momento.

Passano così i chilometri e giungo in un paesino con bar. Non ho visto il nome. Bevo un’aranciata. Entra un abitante del luogo. Mi saluta, mi stringe la mano e si mette a parlare animatamente col proprietario/barista in una lingua che credo sia dialetto locale perché non riesco a captare neanche una parola. Normalmente si riesce a capire il senso del discorso con delle parole chiave che si conoscono, ma con questi due mi trovo nella stessa situazione degli uccellacci lungo il percorso. Entra un altro avventore che saluta e mi stringe la mano. Deve essere una usanza del posto, penso. È passata mezz’ora, mi riallaccio che scarpe di cui nel frattempo avevo allentato i lacci, indosso lo zaino e, al momento di fare la stessa cosa col poncho vengo aiutato dall’ultimo arrivato che mi dice: «escargó». Sorrido, saluto e mi avvio per gli ultimi 8 km. Pensavo molti di più, almeno una  dozzina. Probabilmente sono andato piacevolmente veloce. Faccio un po’ di conti e deduco che ho avuto una media di circa 5 km a ora. Un po’ troppo, devo rallentare! Ed ora finalmente finisce l’asfalto ed inizia una carrareccia a cui sembra abbiano passato quel tipo di rastrello/tappetino che passano sui campi da tennis in terra battuta durante i set. La pavimentazione è liscia e piacevole.

Incontro una coppia di ciclisti con carrellini al traino. Grandi saluti al volo, anzi al “véló”. 10 minuti e ne incrocio altri due e poi altri due ancora. Smette finalmente di piovere! Ancora un biker solitario. Si ferma affaticato. Capisco che cercava con se stesso un motivo per fermarsi. È tedesco. Verseggiamo un po’ e capisco che sta facendo il giro della Loira à véló (è chiaro per l'AMMINISTRATORE di prima?). Più avanti vengo sorpassato da due cicliste che evidentemente fanno il giro al contrario rispetto ai precedenti. Arrivo in vista di Gien. È dall’altra parte della Loira. Lo spettacolo é bello.

Decido di fare qui la giornata di riposo. Attraverso il ponte.

Aspetto che riapra l’ufficio del turismo e sono costretto a riattraversare. La zona più economica non è vicino al castello. Prendo la camera la cui finestra da sulla Loira e sopra di questa il castello. Meglio di così?

Dopo le incombenze usuali (lavaggio indumenti e personale, doccia e riposo), riattraverso e osservo il centro storico. Piacevole. Mangiucchio qualcosa e il proprietario del locale, Joffrey Poillera, intuendo che sono italiano mi alletta con un caffè italiano. Gli propongo che se è buono glielo pago doppio. Con la suspense anche di altri avventori che hanno seguito la scena bevo a piccoli sorsi. Gusto. Sorrido e gli pago il caffè al suo prezzo. La cena comunque è stata buona.

I sassolini di oggi, martedì 26 giugno 2012, sono per:
  • Linuccia
  • Francesco
  • Gina
  • Loreta
  • Michele

 



ENGLISH VERSION 


I leave reluctantly Sully both because this environment is so peaceful and old-time-looking and because it is raining. However the Path continues. I pass in front of the castle and I restart from the right yesterday's track. Today I am prepared on the subject: its name is "the Loire à Vélo" (pronunciation "la luar a velò"). It is an itinerary of 800 km put in safety with asphalted street and in some parts with dirt road perfectly well groomed. The itinerary crosses 2 regions and 6 departments. 20 trouble-shooters for bicycles and 300 points of reception have been settled for bikers. 280 km have been declared World Patrimony of the UNESCO. When I inevitably write these things the anger attacks me. In a beautiful territory like ours we have, after 7 years from the first conference about the Francigena Path, public Administrators that don't know what the Path means and that think that to plan and to finance a little path from a village to another can create economy.

Let's leave here this taunt, but I promise that I will reopen it. I have to reopen it in the chapter dedicated to the motivations that pushed me to undertake this project.

The little path, 4 meters large, is well asphalted and it coasts along the Loira. I am walking in the opposite sense of its flow. On the edge of the asphalt the vegetation starts and this reveals that it’s not foreseen that a walker passes on it. It is not a trivial problem because walking on the asphalt is awful. I anticipate that of the 28 km of today I walked for 23km on the asphalt. In practice every footstep provokes a little shock to the low articulations because there’s not absorption of the bump by the ground, as instead it happens on the dirt road, and this, in the long run, causes inflammations of the tendons or muscles. For now I haven’t problems but I cannot walk under these conditions continually.

The daily walk starts therefore with the rain. It doesn't stop an instant, it is hammering, it’s thin. There is no wind. At every bend of the river you would take a photo but I switched off the cellphone: suddenly it informed me about a video-call by Antonello. No way!

From the trees along the bank some birds fly and protest, with verses that sometimes seem human, against my passage. Sometimes I answer in their language to break the monotony, that is producing verses.

I am not alone on the asphalt. Great snails crawl hardly bringing their knapsack on their "body". We are so similar!

That's why I heard sometimes the word "escargot" at my passage! With the poncho that covers me completely and provokes me this hump on my back, I am a human escargot! Well, but it doesn't sound so good and I am sorry for the snails.

I Walk thinking continually about thousand different things, it is as if you begin and then store away a letter to begin another one. But without destroying the preceding one, I will resume it in another moment.

And so the kilometers pass and I arrive in a village with a cafe. I didn’t see the name. I drink an orange juice. An inhabitant of the village enters. He greets me, he shakes my hand and he starts talking vividly with the owner / barman in a language that I think is a local dialect because I don't succeed in understanding a word. Normally you can understand the sense of the speech with some key words that you know, but with these two persons I am in the same situation of the birds along the path. Another customer enters and greets me and shakes my hand. It must be a custom of the place, I think. Half an hour passed, I re-lace up the shoes, that in the meantime I untied, I wear the knapsack and when I’m wearing the poncho a costumer, the last to arrive, helps me telling: "escargot”. I smile, I greet and I start the last 8 km. I thought that they were more, at least a dozen. Probably I walked fast with pleasure. I make some accounts and I deduce that I have had an average of around 5 km/h. It’s too much, I must slow down! And now it ends finally the asphalt and it begins a cart way on which it seems that they used a type of rake, the same type that is used on the hard courts during the sets. The ground is smooth and pleasant.

I meet a couple of cyclists with little undercarriages in tow. Great fast greets. 10 minutes and I meet two other cyclists and then two other again. Finally it stops raining! Still another solitary cyclist. He stops tired. I understand that he was searching for an excuse to stop. He is German. We talk a little and I understand that he’s doing the tour of the Loira à véló (it is clear for the administrator of before?). Up ahead I am surpassed by two cyclists that evidently make the tour at the contrary in comparison to the other cyclists. Now I see Gien afar. It is on the other side of the Loira. The show is beautiful.

I decide to make here the day of rest. I cross the bridge.

I wait that the office of the tourism reopens and I am forced to recross the bridge. The most economic zone is not near the castle. I take the room with a window that overlooks the Loira and above it there’s the castle. Is there anything better?

After the usual duties (washing clothes, making a shower and a rest), I recross the bridge and I observe the historical center. Pleasant. I eat something and the owner of the place, Joffrey Poillera, realizing that I am Italian he gives me an Italian coffee. I propose him that, if it is good, I pay it double. With the suspense of the other customers that followed the scene I drink small sips. I taste. I smile and I pay the coffee at its price. However the supper was good.

Today's pebbles, Tuesday June 26th 2012:
  • Linuccia
  • Francesco
  • Gina
  • Loreta
  • Michele

Tappa 14: Orléans - Saint-Benoît-sur-Loire



Lascio deluso Orléans e mi avvio verso Saint-Benoît-sur-Loire. Piove ed ha piovuto tutta la notte.

Riprendo il cammino quasi con uno spirito nuovo e non capisco il perché. Mi avvio verso i 400 km e al termine di questa tappa ne mancheranno solo 2000 circa. No, credo che attaccare il tratto dei castelli della Loira mi mette una piacevole aspettativa addosso. Per più di tre ore sono costretto sotto il poncho e poi finalmente smette di piovere. Ho imparato che quando indosso il poncho tolgo anche la camicia e resto soltanto con la maglietta intima. Quando mi fermo e tolgo il poncho rimetto la camicia che non è zuppa di sudore. Sono a S. Benoît e mi riposo qualche minuto nella chiesa imponente rispetto al paesino intorno fatto di villette sempre belle ma avverto che nel loro aspetto esterno non c’è la ricerca della perfezione che ho notato nella Bassa Normandia. A proposito, è cambiata la regione, ora sono nel "Centre" nel dipartimento di “Loiret”. Non sono stanco, non ora che posso camminare guardando il paesaggio. Alla sinistra appare finalmente una carrareccia ben drenata. Non ci penso due volte e comincio a percorrerla. Mi porta piacevolmente a Sully-sur-Loire fra un “sassolino” e l'altro.


Dall’altra parte del fiume appare il bellissimo castello col paese intorno. Percorro il lungo ponte e, credo per la prima volta nella mia vita, vedo l'acqua nel fossato di un castello. Cerco di ricordare ma credo proprio di non aver mai visto un castello completo di acqua. Molto ben tenuto nei minimi particolari (sigh! penso al castello di Lucera!!!). Entro nel paesino molto bello e arredato con tanti vasi di fiori. Mi dirigo verso l’immancabile ufficio del turismo aperto ed efficiente. Mi danno un dépliant e, dopo aver scartato gli hotel più cari, comincio la ricerca. Ma, ecco la solita “fortuna” del pellegrino: una bella e gentile signora mi chiede se cerco qualcosa con la cartina in mano. Le rispondo che non riesco a trovare l’hotel descritto nel dépliant. Semplice, è chiuso, ma lei ha una camigiorniera che affitta. 


Discutiamo un po’ del prezzo e decido per il si. Entriamo in una casa deliziosa e in una stanza bellissima. Non mi va di entrare con gli scarponi ai piedi in una simile bomboniera. È curata nei minimi particolari e niente è fuori posto. C’è un bagno a mia disposizione. Ne approfitto subito e lavo gli indumenti usati che posso stendere in un bel giardino. La signora mi dice che, per lo stesso prezzo che abbiamo pattuito mi farà mangiare subito qualcosa e mi farà cena e “Petit déjeuner” domani mattina prima della partenza, a qualsiasi ora. Resto senza parole. Purtroppo non c’è WiFi, ho a disposizione un portatile collegato con cavo. Ma chi se ne frega! Potrete anche aspettare un giorno per le foto, no?


Di tutte le varie pietanze che mi propone accetto con piacere una zuppa di verdure fresche e una albicocca. Non sono più abituato a pranzare. Sorpresa! C’è il Wi-Fi. Bene, comincio a inviare le foto degli altri giorni e poi completo questa bella giornata.


Come concludere questi appunti: sono felice perché oggi è andato tutto bene. Ho camminato senza problemi, ho visto un paesaggio molto bello, ho pensato molto. Riesco finalmente a stare meglio con me stesso. Nei prossimi giorni spero di iniziare a parlare delle motivazioni di un Cammino. Per farlo ho bisogno di stare bene con me stesso. Negli ultimi due anni mi sono allontanato troppo da me. Sto ritrovandomi nel Cammino.


I sassolini di oggi, lunedì 25 giugno 2012, li dedico a:
  • Tania
  • Antonello
  • Letizia
  • Fabio P.
  • Lucia
Nota dell'Amministratore: I più attenti di voi, che hanno letto il programma tappa per tappa di questo viaggio e che lo seguono giornalmente leggendo e commentando i frammenti di diario del camminatore Michele del Giudice, oggi avranno detto: «Beh, oggi finalmente non cammina. Riposa per la seconda volta.» E invece no. Ha deciso di continuare anche nel suo giorno di riposo portandosi avanti di un giorno sulla tabella di marcia!
Il nostro buon vecchio camminatore (non ditegli che ho scritto vecchio) non ritarda, ma addirittura anticipa!







ENGLISH VERSION


I leave Orléans disappointed and I go toward Saint-Benoît-sur-Loire. It rains and it has been raining the whole night.

I restart the path with almost a new spirit and I don't understand the reason why. I’m achieving the 400 km and at the end of this stage they will miss only 2000 of it around. No, I believe that to make the way of the castles of the Loira makes me feel a pleasant expectation. Since more than three hours I’m wearing the poncho but then it finally stops raining. I learned that when I wear the poncho I remove also the shirt and I stay with the vest only. When I stop and I remove the poncho I wear again the shirt that is not soaked of sweat.

I’m in S. Benoît and I rest a few minutes in the overshadowing church compared with the village, that is made of beautiful detached houses but I realize that in their external aspect there is not the search for the perfection that I noticed in the Low Normandy. By the way, the region is changed, I’m in the "Centre" in the department of "Loiret" now. I am not tired, not now that I can walk looking at the landscape. To the left I see a well drained track finally. I don't think twice about it and I start to cross it. It leads to Sully-sur-Loir plesantly.

On the other side of the river the beautiful castle appears with the village around it. I cross the long bridge and, I think for the first time in my life, I see the water in the ditch of a castle. I try to remember but I think really that I never have seen a castle with the water in the ditch. It is pickled very well, also in the least details, (sigh! I think about the castle of Lucera!!!). I enter in the very beautiful village decorated with so many vases of flowers. I go toward the travel bureau that is open and efficient. They give me a dépliant and, after having discarded the most expensive hotels, I start the search. But, here is the usual "fortune" of the pilgrim: a beautiful and kind lady asks if I look for something, with the map in her hand. I answer her that I don't succeed in finding the hotel described in the dépliant. Simple, it is closed, but she has an house that she rents. We discuss about the price and I decide to rent it. We enter in a delicious house and in a very beautiful room. I don’t want to enter with the boots at the feet, it’s too nice. It’s taken care in the least details and nothing is out of place. There is a bath at my disposition. I immediately take this advantage and I wash the dirty clothes that I hang out in a beautiful garden. The lady tells me that, for the same price that we have arranged, she will make me immediately eat something and that she will make me supper and "Petit déjeuner" tomorrow morning before the departure, at any time. I remain without words. There is not WiFi unfortunately, I have a laptop connected with cable. But who cares! You can wait another day for the photos, can’t you?

She proposes me a lot of food and I accept with pleasure a soup of fresh vegetables and an apricot. I’m not used to have a lunch anymore. Surprise! There is the Wi-Fi. So I start to send the photos of the other days and then I will complete this beautiful day.

How can I finish these notes? I am happy because today everything has been all right. I have walked without problems, I have seen a very beautiful landscape, I have thought a lot. I finally succeed in being better with myself. In the next days I hope to begin to speak about the motivations of a Path. To do it I need to be good with myself. In the last two years I have estranged too much by myself. I am finding again me in the Path.

Today's pebbles, Monday June 25th 2012:
  • Tania
  • Antonello
  • Letizia
  • Fabio P.
  • Lucia
Note of the administrator: The most careful among you, that have read the program stage by stage of this trip and that daily follow it reading and commenting the fragments of the diary of the walker Michele del Giudice , today they should say: "Well, he doesn't walk today finally. He rests for the second time." And instead it’s not so. He decided to continue also in his rest day anticipating the chart of the Path of one day! Our good old walker (don't tell him that I have written old) doesn't delay, but even anticipates!

3 Maggio 2016 - Incontro molto importante a Lucera aperto a tutti

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10206486953558254&set=a.1032866067548.2006275.1402315190&type=3&theater


Oggi 3 maggio ci sarà alle 17:00 un incontro a Lucera molto importante per la nostra Daunia. L'invito è aperto a tutti quelli che sono interessati e che pensano di poter dare un contributo valido per la realizzazione del Cammino francigeno/micaelico. A presto